Cuir Cannage

136 15 0
                                        

Uscirono tutti da quella sala con il sorriso sui volti pieni: Namjoon e Sandara conversavano amabilmente tra di loro sulla bontà del buffet che era stato presentato, il signor Kim Seokjin sorrideva alla loro destra un po' in disparte mentre commentava quasi timidamente la loro discussione, forse intimorito dal loro evidente legame. Il nutrito reparto contabilità dell'una e dell'altra azienda portava sereno una serie di scartoffie e fogli con appunti e i giovani modelli con i legali incravattati si disperdevano a gruppetti sparuti per tutto l'edificio: Tizio doveva andare nell'ufficio di Caio a firmare qualche liberatoria, mentre Sempronio decideva di prendersi un caffè e andare al bagno.
Taehyung cercava con lo sguardo il suo modello preferito in mezzo agli altri, speranzoso di riuscire a strappargli un nuovo incontro prima di rivederlo nel giorno fissato per il servizio, ma non riuscì a carpire che un flash della sua testolina corvina, mentre con i suoi colleghi più conosciuti nel settore si allontanava da lui per entrare in chissà quale stanza a autografare chissà quale contratto.
Si sentì triste e sperduto quando tutti intorno a lui scomparvero e restò il solo davanti a quel portone.

«Che fai lì impalato Taehyungie?» Domandò una voce tanto melliflua quanto stucchevole alle orecchie del ragazzo.
«Kyuhyun ciao.» Gli sorrise falsamente Taehyung. «Ce-cercavo il signor Kim, dovrà sicuramente farmi firmare qualcosa.» Si giustificò, mentre l'uomo usciva dalla reception e gli andava in contro.
I suoi capelli lisci tagliati a padellino gli si dividevano sulla fronte e sembravano tanto unticci e appiccicosi quanto lo era lui, la sua divisa era sdrucita sulle maniche e scolorita dai lavaggi non adatti al tipo di tessuto e il suo modo di camminare mentre gli si avvicinava gli facevano venire il voltastomaco.
Gli si parò davanti come un cacciatore che non vuol dare via di fuga alla preda e parlò ancora con quell'alito che sapeva sempre di menta e lecchinaggio.
«Come è andata questa riunione ragazzo mio? » Gli chiese con tono stomachevole.
«Credo bene, non sono molto esperto di riunioni: dovrebbe chiedere al signor Kim.» Ridacchiò nervosamente.
Kyuhyun nel frattempo aveva iniziato a giocare con i bottoni della sua camicia, fintamente assorto.
«Ma glielo sto chiedendo proprio ora.» Rispose e scoppiò in una risata rumorosa e sguaiata alla quale Taehyung rispose con la sua imbarazzata.
«Ho visto passare un sacco di modelle e modelli da copertina, cosa ci facevano Taehyungie?» Provò a informarsi.
«Dovrebbe chiedere al signor Kim Namjoon anche questo, anche perché non credo di essere autorizzato a divulgare informazioni.» Gli rivolse un sorriso acidulo mentre un'altra voce gli arrivò da davanti, dove lui non poteva vedere perché coperto dal corpo di Kyuhyun.
«Signor Kim è lei lì?» Domandò Yeonjun preoccupato.
Il fotografo si sentì all'improvviso di qualche chilo più leggero.
«Sì Yeonjun sono io! Devo venire a firmare quelle carte vero?» Gli disse affacciandosi.
«Sì signore, grazie.» Gli sorrise quell'angelo salvatore.
«Bene... allora alla prossima Taehyungie.» Lo salutò il receptionist con tono deluso.
«Alla prossima.» Rispose lui freddo, mentre sfilandosi da quella situazione andava ad infilarsi in un'altra molto più gradita, dato che aveva appena scorto Jungkook di fianco a Yeonjun, che lo guardava confuso e un po' disturbato.
Il cuore gli fece un salto nella gabbia toracica per poi iniziare a battere appena un po' più forte.
«C-ciao Jungkook, ci sei anche tu.» Gli sorrise mentre si avvicinava.
«Come c'ero anche prima signore.» Disse lui sorridendogli a sua volta.
«Bene signori, se volete gentilmente seguirmi...» Disse il giovane assistente, indicando l'ascensore.

Il suono di quel marchingegno era per Taehyung tanto rassicurante quanto terrorizzante. Rassicurante perché, finché faceva rumore, significava che si stavano muovendo e quindi tutto funzionava, ma allo stesso tempo terrorizzante perché gli sembrava sempre anomalo e sul punto di cedere.

«Signor Kim so che è inopportuno, ma p-posso chiedere se quell'uomo stava infastidendo anche voi?» Domandò d'un tratto Yeonjun, mentre tutti e tre viaggiavano in silenzio verso i piani superiori.
Taehyung lo guardò, poi guardò Jungkook, poi di nuovo lui.
«È s-solo molto socievole Yeonjun, non mi stava infastidendo.» Rispose sguazzando nel proprio panico interiore. «Perché? Dava questa impressione?»
Stavolta rivolgendosi verso Jungkook, che distolse lo sguardo.
«Assolutamente no signore. C-chiedevo soltanto.»
Yeonjun abbassò poi il capo e non si azzardò più a proferire parola, se non per introdurre i due nell'ufficio del capo redattore.

ChicDove le storie prendono vita. Scoprilo ora