Because it's you

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«Kim Taehyung ma che cavolo ti è venuto in mente?»
Minnie entrò nel suo ufficio come un fulmine, aveva i capelli tutti spettinati, segno che se li era velocemente slegati per andare a rimproverargli qualcosa. Nessuno aveva mai capito il perché, ma quella donna era ossessionata dal torturarsi i capelli per qualsiasi motivo: quando era pensierosa li arricciava con le dita, se era felice ci passava le mani in mezzo e ogni tanto nel suo ufficio li legava per comodità, ma li scioglieva appena usciva dalla porta.
«Che è successo?» Le domandò tranquillamente, guardandola in quei suoi occhioni increduli.
«Dara mi ha portato questo da proporre al signor Kim. Credo che non lo abbia nemmeno aperto per leggerlo, altrimenti si sarebbe anche solo rifiutata di tenerlo in mano.»
Stringeva tra le dita il foglio delle proposta di Taehyung per la copertina del mese successivo.
«Che ha che non va? Non sa che il mese prossimo è il movember?»
«Il che?»
«Il movember, il mese della prevenzione delle malattie alla prostata. In teoria gli uomini si fanno crescere i baffi, così che quando qualcuno chiede loro il motivo, gli parlano dell'importanza dei controlli periodici dal medico. Mi sembra appropriato, no?»
La bocca di Minnie assunse la forma di una "o" e sembrò calmarsi un poco. Il fotografo nel frattempo si complimentava con se stesso per la velocità con la quale era riuscito a schermare la sua proposta casuale, dietro lo scudo di una causa importante.
«Perché proprio Jeon Jungkook?»
«Mi è venuto a mente un volto fresco e accattivante che potesse parlare anche a un pubblico giovane di questa importante battaglia.»
Minnie rifletté un altro istante, poi parve definitivamente convinta.
«Va bene, lo sottopongo a Namjoon. Mi sembra una buona idea.» Disse, girando i tacchi.
«Mi faccia sapere poi.»
«Certo ragazzo.»
Tornò a lavorare alle foto della sfilata e si immerse nuovamente in quei giorni. Sembrava un evento accaduto durante una vita parallela per quanto fosse distante dalla realtà attuale di Taehyung. Contrariamente a ciò che accadeva nella routine di tutti i giorni, in quel frangente aveva provato una miriade così variegata di stimoli ed emozioni che faticava a credere di poter essere la stessa persona che adesso stava apaticamente seduta di fronte ad un PC.
La mente tornava a Jungkook, tornava sempre a Jungkook ogni volta che si staccava dalla concentrazione del lavoro: i primi giorni fu dura controllare questa voglia di ricongiungimento che lo muoveva, ma si sforzò di provare a non contattarlo in alcun modo e vi riuscì. Tuttavia doveva fare i conti con un malessere che gli cresceva dentro e che mangiava tutte le sue emozioni: dopo quello che aveva provato accanto a lui, nulla più lo soddisfaceva. Il cibo era insipido in confronto a quello che aveva mangiato con lui, le situazioni divertenti erano monche senza lui con il quale condividerle e il sonno non era più così riposante senza il suo corpo a scaldarlo accanto. Si trovava in una sorta di piccolo lutto per cui nemmeno l'aria era più buona come quella che respirava accanto a lui e si malediceva per non aver sfruttato tutto il tempo disponibile, mentre il suo stomaco si chiudeva e la sua bocca era troppo pesante per sollevarsi in un sorriso.
Era tornato a comunicare pochissimo con tutti sul lavoro, si faceva vedere più di prima sì, ma comunque non tanto quanto all'inizio.

Toc toc toc

« Avanti.»
Aprì la porta Aisha.
«Signore buongiorno, mi scusi ma è desiderato dal caporedattore Kim.»
Spalancò gli occhi sorpreso dalla velocità.
«O bene bene o male male.» Pensò.
«Va bene Aisha, se c'è qualcosa qui pensaci tu.»
«Sì signore.» Si inchinò di nuovo.

Mentre percorreva il breve tratto che li separava, si ripeteva tutte le frasi sdolcinate che gli venivano in mente sull'importanza di salvare vite.
Bussò nell'ufficio e venne invitato ad entrare.
Dentro c'era Minnie con il foglio di poco prima in mano che guardava Taehyung con occhi di chi ha trovato un'ancora di salvezza in mezzo a una tempesta.
«Ora tu mi spieghi Kim, cosa c'entrano i baffi di novembre con gli uomini nudi.»
Era serioso, ma non sembrava arrabbiato, piuttosto aveva tutta l'aria di chi cerca di capire se è stato preso in giro.
«Buongiorno signore. Allora: come ho detto anche a Minnie, novembre è il mese della prevenzione delle malattie della prostata. Per l'occasione è stata inventata questa simpatica trovata per la quale gli uomini a novembre si fanno crescere i baffi, così possono diffondere messaggi sull'importanza del tema ogni volta che qualcuno chiede loro il perché abbiano iniziato a portare i mustacchi. Da qui il nome movember. Mi sembrava una proposta sensata e pertinente a ciò che facciamo per sensibilizzare i lettori su questo tema.»
Dopo quella spiegazione respirò.
Namjoon cominciò a ridere di gusto, sinceramente sollevato.
«Lo sapevo che non eri uno scemo, ma questa è una bellissima idea! La teniamo assolutamente come buona. Da come me lo aveva raccontato Minnie, pareva una scusa solo per vedere Jeon nudo.»
“Non mi serve una scusa.” Pensò tra sé e sé.
«Grazie signore, sono onorato. Mi sembrava un problema importante.» Si inchinò profondamente.  La prospettiva di lavorare nuovamente con Jungkook gli aveva completamente svoltato la giornata.

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