I'm in love with you

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Provai a non piangere ma non ci riuscii, mi accasciai sull'asfalto e seduta su quel pavimento liscio e freddo aspettai finchè mia madre non arrivò.
In realtà non volevo aspettarla, volevo solo che qualcuno mi portasse dentro senza avere il bisogno di usare le mie gambe, troppo stanche per riuscire a ritornare in casa.

I miei occhi troppo stanchi di piangere, si chiuserò e sentii una macchina parcheggiarsi.
"Hazel?" Gridò mia madre scrutandomi "che stai facendo? Rientra in casa." Disse avvicinandosi a me, prese il mio braccio e lo avvolse al suo collo. Mi portò dentro casa e distese sul divano, sentii i suoi occhi bruciare su di me ma provai a non aprire i miei per paura di quello che potesse dirmi.

"Ma cosa combini?" Chiese più a se stessa che a me, la sentii alzarsi dal divano e lasciarmi da sola in salotto.
Aprii gli occhi e li sentii bruciare, ero riuscita a nascondere una delle piccole pillole che Ashton mi aveva dato prima che Luke arrivasse.

Sentivo lo stesso dolore alla testa di quella sera che andammo ad una festa insieme ma questa volta sembrava non attenuarsi.
L'agonia era sempre più forte ed era solo colpa di quello che era successo e del pianto isterico che avevo sopportato per almeno due ore sul vialetto di casa.
Mi lamentai una o due volte in più e mi rigirai nel divano. Aprii gli occhi ma sentii l'urgenza di richiuderli.

Volevo andare via e scappare lontana da questo problema e allo stesso tempo non volevo perchè sarebbe significato stare a distanza da Luke e dalle sue premurose attenzioni. Dai suoi baci dolci e tiepidi, dalle sue braccia grandi e protettive, dal suo cuore sempre eccitato di vedermi e passare un minuto in più della sua esistenza con me.

Sentivo di appartenere a quel cuore, a quelle braccia, a quelle attenzioni. Sentivo di non poter andar via ma avevo bisogno di provarci.
Sapevo di essermi innamorata di lui con la stessa ritmica con cui i fiori si aprono e si chiudono alla vista del sole e al calar della notte. Piano e senza fretta poi accellerando come una macchina da corsa.

Afferrai il mio telefono e scrissi a mio padre che avevo tanta voglia di vederlo e sarei andata al più presto da lui.
Lessi i contatti sulla mia rubrica che sembrava offuscata, sicuramente a causa di quello che avevo preso un'ora e mezzo prima.

Chiamai Luke per più volte, ripetutamente fino a che non mi stancai e capii che forse fosse impegnato a pensare ad altro.
L'avevo sempre voluto: essere salvata da lui, dai suoi baci, dalle sue mani strette sul mio viso, dai suoi respiri leggeri che mi cullavano come
una ninna nanna tra le sue braccia.

Non avevo bisogno di mio padre, non avevo bisogno di nessuno se non di lui. Ed aveva ragione ad essere arrabbiato con me e con le mie stupide azioni da bambina capricciosa, volevo schiaffeggiarmi da sola e ripetermi di aver sbagliato tutto ma non ci riuscivo.
Credevo che fosse giusto.

Chiusi gli occhi e quando li riaprii vidi Luke di fronte a me e sentii le sue mani accarezzarmi.
"Scusa Luke, davvero, sono un disastro." Parlai tra le lacrime di nuovo, le sue mani continuavano a muoversi sulla mia testa accarezzandomi i capelli ma non riuscivo a sentire niente.

"Luke?" Dissi poi chiusi gli occhi per un attimo e quando li riaprii lui non c'era più e al suo posto scrutai mia madre intenta a capire con chi parlassi.
"Hazel, con chi parli?" Chiese infine osservandomi perplessa.
"Con-" mi rigirai e alzai, sentii la testa girare "nessuno." Scrollai un po' il viso e cominciai a camminare verso la mia stanza. Barcollai fino al letto in cui mi sdraiai, cercai di dormire fino a che non sentii il mio telefono vibrare.

Luke

Brillava sullo schermo e decisi di rispondere.
"Luke?" Sussurrai aspettando con ansia una sua risposta.
"Ehi Hazel sono Calum, ho visto le chiamate e volevo sapere se avevi bisogno di qualcosa." Disse con una voce parecchio stanca, corrugai la fronte e poggiai una mano sul mio viso prima di rispondere.
"Luke non c'è?" Chiesi, non era la sua voce che avevo voglia di sentire ma quella del biondo.
"Si è addormentato" sospirò e poi continuò serio "non pensavo potesse sentirsi in questo modo per una ragazza. Non andartene anche tu." Riattaccò forse troppo fragile per continuare a dire qualcos'altro.

you complete mess | l.hLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora