Colliano, come dice il nome stesso, è in collina, sulle pendici sud ovest del monte Marzano che forma, insieme a quelli adiacenti, una conca naturale attraversata dal fiume Sele (e, oggigiorno, anche dalla superstrada SS691) che a sud ha creato uno sbocco su cui passa la linea ferroviaria e la Salerno-Reggio Calabria. La casa di Maria stava a quattro chilometri dal paese scendendo verso la conca e bisognava tornarvi perché di lì a poco ci sarebbe stato il pranzo funebre; le auto erano in posti diversi e i cinque si divisero; Marco, per stare con la sorella, seguì le due donne al campo sportivo, mentre gli zii ritornarono in piazza.
Maria camminava qualche passo davanti, salutando le rare persone che incontrarono per via.
Ilaria si teneva a braccetto al fratello e, passata la pesantezza del funerale e lontana dal cimitero, ritornò una normale dodicenne, curiosa ed estroversa, e cominciò a stuzzicarlo: «facce l'ammore co' quaccheruna a' Genova?»; aveva già capito che Marco non avesse la fidanzata, ma lo voleva sentire con le sue parole.
«No, Ili», Marco si girò a guardarla, arrossì, «non ho nessuna.»
«Mo' no», Ilaria rallentò il passo, «e prima?», chiese a bassa voce.
«Neanche prima», Marco rispose più a bassa voce e divenne ancora più rosso.
«E prima prima?»
«Neanche prima, prima, Ili. Non ho mai avuto una ragazza.»
«None?», Ilaria sentì la differenza fra Marco e i ragazzi del posto, se ne sentì attratta; si strinse a lui lasciando che il seno si appoggiasse al suo braccio,
«nun hai fatte mai all'ammore?»
«No, Ili», Marco sentì la morbidezza che, a ogni passo, gli strusciava sulla pelle; la guardò: il sole, ormai più caldo, aveva imperlato la sua pelle olivastra e una goccia di sudore, dal collo, scendeva nella scollatura.
«Neanche nu' bace?»
«Mai.»
«Vuo' esse prete?», Ilaria gli fece l'occhiolino.
«No, prete no», Marco deglutì, prese un grosso respiro, «ce n'è una in classe che mi piace.»
«Oh, e dimmi», Ilaria gli disse sottovoce all'orecchio, «cumm'e'? 'O tene u' piette?»
Marco divenne di fuoco, la goccia era scomparsa nel solco, «Ili, non è che gliel'abbia proprio visto, diciamo nella media.»
«Agg' capite ue' Ma', e' tutta chiatta», Ilaria notò il suo sguardo, «ah, che caldo che s'è fatto con ste calze, poi», prese il bordo del vestito sulla scollatura e lo fece sventolare, «è ianca come te, poi?»
«Beh, non è nera», a Marco, invece, una goccia di sudore comparve in fronte, e non solo per il caldo, «non che tu lo sia, intendiamoci.»
«E sta sempre n'coppa i libri?»
«Sì, va bene a scuola, la batto in matematica, ma di latino e italiano è più brava lei.»
«Oh, Gesù!», Ilaria scosse il capo, «eccone n'autra! », si mise la mano sulla fronte e fece una faccia delusa, «Marco! A te serve una femmena che sa cucinare, impastare, sennò come fate n'coppa ai libri? Magnate e' libri? Facite e' figli co' libri? Te la devo trovare io una Collianese per te! »
«Ue' Ilì, staj bona», Maria fino a quel momento aveva ascoltato divertita le chiacchiere della figlia, ma dopo questa si girò, «lassalo in pace fratete, ha viaggiato tutta notte; jamme a casa, che s'adda ripusa'.»
STAI LEGGENDO
Dolore e Perdono (Parti I - IV)
RomanceUna storia di sofferenza e redenzione, una passione ostinata e proibita, tre famiglie coinvolte, trent'anni di storia. Marco e Ilaria, due fratelli divisi da quasi mille chilometri si rincontrano per il funerale del loro padre. Così diversi e così s...
