Alla fine della cena, mentre stavamo uscendo dalla mensa, Eton rallentò il passo avvicinandosi a me e mi sussurrò all'orecchio «Grazie per avermi coperto.»
Mi sorrise e si allontanò, lo inseguii e ci separammo dal resto del gruppo.
«Stavi cercando di far ricadere tutte le colpe su di me» dissi con un tono di rimprovero.
«Non ti avrebbero arrestato, sei appena sbarcata e non avevi la refurtiva addosso. La prima regola del mestiere è non farsi beccare e quel tizio si è accorto troppo presto che gli mancava qualcosa.»
Io mi voltai per andarmene.
«Hai intenzione di denunciarmi? Gli hai fornito la mia descrizione?» domandò Eton parlando velocemente.
Mi ero sinceramente dimenticata di denunciarlo; adesso, a vederlo così, non mi andava proprio di fare la spia.
«Gliene ho data una diversa e tutta sbagliata, gli ho detto che ho visto una vecchietta piccolina col nasone...»
«E un neo peloso sulla guancia» aggiunse lui scherzando «perché non mi denunci?» domandò guardandomi con occhi serissimi.
«Non so» risposi pensosa «cosa hai rubato a quell'uomo?» mi azzardai a domandare.
«Soldi, ovvio» rispose Eton, di getto «e assieme a quelli teneva anche i documenti, ciò significa che riceverò dei guadagni extra.»
«I documenti valgono tanto?»
«Sì, se conosci le persone giuste. Ho un'amica che è un artista, li riadatta per farne documenti falsi che sembrano proprio veri. Per chi ha bisogno di un'identità nuova valgono più dell'oro. In particolare i documenti del Continente del Nord valgono tantissimo da queste parti.
I nordici visitano raramente Misco. So per certo che la criminalità organizzata esporta documenti non compilati rubati da Nord fino a qui, per avvantaggiarsi del sovrapprezzo.»
Ci eravamo infilati in un'aula vuota per continuare la conversazione senza essere visti dagli inservienti che verso quell'orario avrebbero iniziato a pattugliare i corridoi.
Eton mi scrutò in viso con attenzione. «Tu non sei del Nord perché hai un accento strano, non nativo. Eppure, sento l'influenza di quelle parti nel tuo modo di esprimerti.»
«Sono stata nel continente del Nord recentemente» confermai. Lui tirò fuori dalla tasca un pacchetto di caramelle e me le offrì. Io aspettai che lui se ne infilasse una in bocca prima di fidarmi ad assaggiarle.
«E che ci facevi a Nord?»
«Mi ci sono ritrovata» dissi senza approfondire la questione «senti, potresti procurarmi una mappa, per favore?»
«Una mappa? Della città?»
«No, del mondo.»
Lui mi guardò stranito «e cosa vorresti farci?»
«Me la procureresti? In cambio io non ti denuncerò.»
Lui sorrise, «avrai la tua mappa allora, è una cosa facile da ottenere»
«Grazie» dissi e andai via.
Passai una notte disturbata, mi svegliavo continuamente. Erano giorni che il mio incubo vissuto in mare mi perseguitava in sogno.
Decisi che per quella notte avrei rinunciato a dormire. Mi alzai per versarmi un bicchiere d'acqua, le ragazze sonnecchiavano beatamente.
L'Ordine si sarebbe fatto carico di tutte le spese che avrei potuto fare e, purché mi presentassi alla loro sede di tanto in tanto, nessuno era particolarmente interessato a come trascorrevo le mie giornate.
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Nishyan
FantasyMille anni fa l'imperatore Aenios e i suoi seguaci nemobai, una setta di stregoni malvagi, erano al picco del potere. L'Ordine del Loto, un'organizzazione che venne istituita per contrastarli, prevalse e la magia scomparve. Ma dopo un millennio la...