CAPITOLO XVII
Tornai in camera e tirai fuori le mie corde in lavorazione, intanto riflettei su tutto quello che non mi era chiaro.
Qual era il segreto dietro la magia? Perché Soledad, che era capace di spostarsi da un mondo a un altro, non era fuggita ma era rimasta prigioniera di Aenios? E soprattutto, cosa voleva Aenios davvero?
Sapevo che le sue gentilezze avevano uno scopo e che prima o poi mi avrebbe presentato il conto.
Crollai sul letto in ora tarda, dopo aver risistemato ogni cosa. Le corde erano nell'armadio, e il coltello e lo spago che avevo rubato erano nascosti sotto la mattonella del giglio.
Mi svegliai alle prime luci dell'alba, avevo dormito poco e male. Nessuna delle cameriere era lì. Rimasi per un po' distesa ad ammirare i giochi delle prime luci riflesse sul soffitto, su cui era dipinto il cielo stellato.
Trovai con gli occhi le tre stelle di cui Laudioh mi aveva parlato. Angus diceva sempre che le stelle erano provvidenziali, perché erano la mappa del cielo che i viaggiatori potevano usare per orientarsi sulla terra. Se solamente le stelle avessero potuto indicarmi la strada da intraprendere per uscire da quella situazione!
'Theatan, Thysela e Desme' ripetei a me stessa, le tre stelle portanti. Strinsi la collana che portavo sempre al collo. Anche se qualcosa non quadrava, l'ordine delle stelle era invertito. Mi rigirai la collana tra le dita e osservai le tre scritte per sicurezza, ma il voler controllare era uno scrupolo inutile. Ricordavo bene la posizione di quelle tre stelle: al centro c'era Tysela, non Desme.
'Strano' pensai 'il soffitto lo ha dipinto Soledad, doveva essere un po' ignorante.'
Mi alzai dal letto e frugai tra gli scaffali della biblioteca. Trovai un libro che aveva una mappa delle costellazioni e iniziai a sfogliarlo. Confrontai le mappe stellari con il dipinto di Soledad, il cielo affrescato non corrispondeva affatto al cielo stellato. Notai che l'autrice del dipinto aveva sempre invertito due stelle tra loro.
'Che cosa significa? Perché le invertiva a coppie?' pensai.
Quella mattina sul vassoio della colazione trovai una lettera.
«Cos'è?» domandai a Janelle.
«Oh, apritela signorina» disse Janelle tutta eccitata.
Strappai la busta, al suo interno c'era una pergamena decorata.
«È un invito per una festa in maschera» dissi a Janelle, senza entusiasmo. *
«Lo so!» disse lei «non è fantastico?»
'Forse per te, Janelle!' pensai.
«Sai qualcosa di questa festa?» domandai.
«Sì, c'è tanto da fare per la servitù, ma sarà incredibile!» disse con aria sognante.
«Sei stata invitata?»
«No», mi rispose triste.
«Chiederò ad Aenios di invitarti, allora» la rassicurai.
Lei mi guardò con occhi enormi, sembrava un cervo che era stato appena abbagliato da una luce improvvisa di notte.
«Davvero lo fareste?»
«Certo, vuoi venirci no?»
«Sì! Tantissimo!»
L'avrei mandata al mio posto volentieri!
«Aenios organizza molte feste?» domandai.
«Sì, ne organizza almeno una a settimana» disse Janelle «ma questa volta è diverso, si tratta di una festa in costume!»
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Nishyan
FantasyMille anni fa l'imperatore Aenios e i suoi seguaci nemobai, una setta di stregoni malvagi, erano al picco del potere. L'Ordine del Loto, un'organizzazione che venne istituita per contrastarli, prevalse e la magia scomparve. Ma dopo un millennio la...