Quando mi ritenni abbastanza lontana e il rimbombo delle sue grida ormai si era disperso tra quei cunicoli già da tempo, mi fermai. Ripresi fiato. Nella foga della fuga mi ero dimenticata di raccogliere le scarpe.
Legato stretto alla torcia che avevo rubato c'era un coltello, lo sfilai e lo utilizzai per tagliare un pezzo di tessuto per fasciarmi i piedi. Si trattava di un foulard di morbido cotone, l'avevo utilizzato per domare i miei ricci intrappolandoli in una treccia quella mattina. Mi dispiacque rovinarlo, ma non potevo rischiare di lasciare ulteriori tracce rosse.
Vagando senza un criterio raggiunsi quella che poteva essere un'uscita. Non era comoda, ma portava all'esterno. Uno dei tunnel era franato e si era formata una voragine che faceva penetrare la luce del giorno. Grazie al ricambio d'aria fresca, riacquistai lucidità.
Fu un vero piacere rivedere il cielo, ma da lì sotto ne intravedevo solamente una parte. Per godere nuovamente della vista dell'intero empireo mi sarei dovuta arrampicare.
Era una via uscita posta in alto e difficilmente raggiungibile, dalla quale filtravano spiragli di luce e l'odore della libertà. Era decisamente giorno. Sarei riuscita ad arrampicarmi fino all'esterno evitando di rompermi il collo?
Per prima cosa studiai attentamente il perimetro della parete rocciosa in cerca di sporgenze, non era illuminata benissimo, ma riuscii a individuare quello che ritenevo sarebbe stato il percorso preferibile da scalare, ossia quello con più sporgenze alle quali mi sarei potuta aggrappare.
Una volta individuato il lato migliore assicurai la mano sinistra sulla sporgenza più prossima e afferrai un altro appiglio con la mano destra. Un piede dopo l'altro mi innalzai sulla roccia e compresi la reale difficoltà della sfida che mi separava dal mio obiettivo. Non sarebbe stato facile raggiungere la cima.
Mi lasciai scivolare fino al punto di partenza, mi strappai i vestiti e li utilizzai per bendarmi meglio i piedi prima di ripetere nuovamente la stessa operazione.
Non era la prima volta che mi arrampicavo su una parete rocciosa, avevo imparato a farlo quando avevo vissuto a Theolisi. Intuitivamente facevo in modo di arrampicarmi a ragno, controllando di aver afferrato per bene ogni presa prima di procedere verso la prossima.
Facevo leva con i piedi, sulle punte, e approcciavo le pietre più lisce con attenzione e in modo diverso: le afferravo saldamente da un lato, di modo che le mani non scivolassero mentre procedevo.
Afferrai qualche sasso instabile, alcuni rotolarono via sotto la mia presa ma fortunatamente non persi l'equilibrio.
Raggiunsi un punto dove non vedevo più appigli e pensai che non ce l'avrei fatta. Ce n'era uno, ma era troppo vicino al mio fianco. Ero a metà percorso, piuttosto che abbandonare decisi che avrei provato a prenderlo di tallone. Fu una buona intuizione, ebbi successo e da quel momento in poi la strada fu semplice. Infine, mi issai con qualche difficoltà fino all'esterno, di peso, ma facilitata dalla presenza di alcune radici sporgenti che mi sostennero nella risalita.
Mi issai in mezzo ai cespugli, le mani mi bruciavano, I muscoli mi facevano male, mi ero martoriata i piedi e mentre cercavo di appigliarmi a un sasso mobile mi si era anche spezzata un'unghia, ma ero molto sollevata. Semmai quel giorno fossi dovuta morire, almeno non sarei morta al buio alla pari di un topo, ma all'aria aperta sotto le tonalità lavanda del cielo.
Pensai che, se qualcun altro si fosse ritrovato ai piedi dell'uscita avrebbe probabilmente avuto qualche difficoltà a sfruttarla. Mi figurai il tarchiato che ci provava. Non andava bene, dovevo escogitare qualcosa per facilitare l'ascesa a chi ne avrebbe avuto bisogno. Ma ero nel mezzo del nulla, cosa avrei potuto fare?

STAI LEGGENDO
Nishyan
FantasyMille anni fa l'imperatore Aenios e i suoi seguaci nemobai, una setta di stregoni malvagi, erano al picco del potere. L'Ordine del Loto, un'organizzazione che venne istituita per contrastarli, prevalse e la magia scomparve. Ma dopo un millennio la...