La mattina dopo mi recai prestissimo alla mensa dell'istituto per fare colazione sperando di incrociare Eton, ma non c'era.
'Magari è a casa sua' pensai 'magari è tutto a posto.' Ma non potevo fare altro se non essere preoccupata per lui.
Pensai subito al peggio. Ritenevo che forse avrei dovuto rivolgermi alle autorità, se Eton fosse stato nei guai avrei dovuto denunciare la cosa finché ero in tempo e forse avrei smosso la situazione. Realizzai che gli unici che conoscevo che avrebbero potuto aiutarci ed eventualmente fornirci protezione erano gli stessi che avrebbero potuto sbattermi in una cella se gli avessi spiegato per quale ragione, secondo me, Eton potesse essere in pericolo.
Il problema era che non potevo agire, perché per l'intera giornata sarei stata sotto la sorveglianza di Choriz.
Quella sera domandai a tutti se avessero incrociato Eton, mi risposero che non lo si vedeva in giro dal giorno precedente. La stessa direttrice si allertò a causa della sua scomparsa.
Avevo pensato di filarmela per andare a controllare se Eton fosse a casa sua, ma mi fu impossibile. La direttrice, in un comprensibile eccesso di zelo, aveva riempito i corridoi di sorveglianti e non ci fu modo di convincere Choriz a farmi lasciare la struttura.
Il giorno seguente, a colazione, si vociferava che considerato l'alto numero di scomparse di minori sotto la tutela dell'istituto le autorità competenti avevano deciso di aprire un'inchiesta.
Eton non tornò più. Janelle e Haramat e tutti i bambini più piccoli vennero trasferiti in altri istituti ubicati in isole vicine. Noialtri, che eravamo più grandi, continuammo ad occupare le stanze che ci avevano assegnato, anche se ci avevano già comunicato che saremmo stati ricollocati in altre strutture.
I ragazzi erano tutti sottotono, Fragola era sempre sul punto di scoppiare in lacrime, molti dei nostri compagni di sventura ormai erano affezionati gli uni agli altri e si consideravano parte della stessa famiglia, per molti di loro la separazione fu dolorosa.
Al contrario io non ero stata ospite dell'istituto così a lungo dall'aver creato forti legami, non avevo di che dispiacermi nell'andarmene, ma ero sempre più angustiata per la sorte di Eton. L'attesa di ricevere sue notizie mi tormentava, ma ogni giorno che passava non pervenivano novità e la mia preoccupazione aumentava esponenzialmente.
Diversi giorni dopo il sostituto della direttrice mi convocò nel suo ufficio, forse voleva sapere di Eton o forse voleva punirmi per i miei numerosi tentativi di evasione. Ero pronta a raccontare tutto, ma varcando la soglia persi tutta la mia risolutezza.
C'era un uomo nell'ufficio del direttore, mi salutò utilizzando il mio nome.
«Ciao Brielle» disse.
«Perdonatemi, non vi conosco» dissi confusa a bassa voce.
«Io sì. Ci ho messo un po' a venire a trovarti, puoi darmi del tu se preferisci.»
Eppure, io riconobbi la sua voce. Avevo già incontrato quell'uomo, anche se non ci eravamo mai presentati.
«Possiamo parlare in privato?» domandò l'uomo al direttore sostituto.
«D'accordo» disse il direttore, era un uomo anziano che stato assegnato all'istituto dal tribunale come sostituto della signora Maiare. Non sapevo esattamente da dove lo avessero ripescato, sembrava un pensionato.
«Vi lascio l'ufficio» aggiunse il direttore.
L'uomo misterioso attese che il direttore chiudesse la porta per rivolgersi di nuovo a me «Abbiamo un amico in comune» disse.
Sentì un tonfo all'altezza della pancia, quell'uomo poteva essere uno degli scagnozzi di Formichiere.
«Chi?» domandai, ero preoccupata, volevo capire a chi si riferisse.
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Nishyan
FantasyMille anni fa l'imperatore Aenios e i suoi seguaci nemobai, una setta di stregoni malvagi, erano al picco del potere. L'Ordine del Loto, un'organizzazione che venne istituita per contrastarli, prevalse e la magia scomparve. Ma dopo un millennio la...
