Capitolo XII - Parte 2

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Khamaer mantenne la parola, nessuno mi importunò e fu chiaro a tutti che io non volevo avere a che fare con la loro causa. Il giorno seguente Deiar venne a cercarmi per consegnarmi tutti i fogli, libri e documenti che avrei potuto trovare interessanti, come aveva promesso. Secondo lei avrei dovuto leggerli per farmi un'idea della mia situazione.

Le mie capacità di lettura erano scarse, ma fortunatamente Caoilian si offrì di farmi da narratore.

La prima cosa che leggemmo fu la trascrizione originale del rito col quale Caoilian e Camadriel mi avevano evocato. «Pensavo che ci avessero fornito la copia originale» disse Caoilian, lo sfidai a recitare lo scritto a occhi chiusi perché ne ricordava il contenuto a memoria.

Poi una serie di lettere, libri e documenti che racchiudevano tutto quello che si conosceva sul mondo di origine di Soledad. E ovviamente mi aveva fornito anche alcune copie dei suoi famosi libri.

«Secondo gli studiosi, le storie che Soledad ha diffuso nel nostro mondo provenivano dal suo mondo» mi spiegò Caoilian.

«Ovviamente, abbiamo bisogno di leggere le utilissime filastrocche per bambini di Soledad!» scherzai io «per sconfiggere Aenios deve essere fondamentale conoscere» dissi, e aprii il volume su una pagina a caso «'Il ritorno del soldato'.»

«Quella non la conosco» disse Caoilian «anche se la maggior parte delle filastrocche di Soledad sono molto famose. Hai proprio selezionato una delle meno conosciute.»

Qualcuno busso alla porta.

«Chi è?» domandai.

«Sono Ria» la madre di Angus fece capolino dal corridoio «sono venuta a curiosare.»

Ria entrò nella stanza e si sedette per terra, alla mia destra.

«Oh, conosco bene questo libro» disse notando il tomo tra le mie mani «Io e Inaro abbiamo passato anni ad analizzare tutto quello che Soledad aveva lasciato di scritto. Il nome di Angus lo abbiamo scelto così, è il personaggio di una storia di 'Fiabe dei due mondi'.»

«Carino» dissi.

«Avete trovato le indicazioni per raggiungere il tesoro di Aenios in uno degli scritti di Soledad?» domandò Caoilian.

«No, certo che no» rispose Ria «però abbiamo sempre ritenuto che tutto quello che ha lasciato potesse avere dei significati nascosti, vi faccio un esempio» disse e afferrò il libro che avevo tra le mani. Lo sfogliò alla ricerca di una pagina precisa.

«Ad esempio la filastrocca 'caccia al tesoro' ci ha sempre dato l'idea che fosse più che una semplice filastrocca per bambini.»

«Perché?» le domandai.

«Diverse ragioni. È forse una delle filastrocche più famose che Soledad ha composto. È diventata anche una cantilena per bambini. Io e Inaro siamo convinti che nasconda un messaggio.»

«Come mai?»

«Soledad era ingegnosa. Aveva delle tecniche per inviare messaggi segreti ai membri dell'Ordine e i nemobai si dimostrarono incapaci di decrittarli, perché era sempre necessaria una chiave. Uno dei suoi metodi consisteva nello scegliere un libro. Si utilizzavano una serie di numeri che a coppie indicavano la pagina dove si doveva andare e la parola che si doveva estrapolare dal contesto, ti faccio un esempio, immagina che a pagina uno la prima frase sia 'Io vendo la limonata', se io ti scrivo su di un biglietto 1 e 4, devi andare a pagina uno ed evidenziare la quarta parola. Quindi quale sarebbe la parola?»

«Limonata, ovvio.» risposi.

«La particolarità di questa filastrocca è che l'ultima frase dice 'camminavano per coppie', quindi io e Inaro abbiamo subito pensato alle coppie di numeri del cifrario che sfrutta l'utilizzo di un libro codice. Ora te la leggo...» disse, si schiarì la gola e iniziò a cantilenare:

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