Capitolo II - Parte 2

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Tornando a molto tempo dopo, al giorno in cui Deniz ci fece notare la stranezza di quella giornata che non posso ricordare, Deniz, che a quel punto aveva la vena della fronte pulsante, aggiunse un ultimo aneddoto interessante a tutto quello che aveva già detto: «Eilis prima di entrare nel mio equipaggio è stato volontario nelle forze antincendio della sua cittadina, mi ha confidato che non si aspettava che ne sareste usciti vivi. E tu...» disse puntandomi un dito contro.

«Tu sei inumana»

Aggrottai le sopracciglia.

«Dai, Deniz, inumana ti pare un offesa?» disse Angus, cercando di sdrammatizzare.

«Angus, è guarita troppo velocemente! Ne hanno parlato anche i medici e non se lo spiegano. Le sue ustioni sono guarite come per magia!» disse calcando il tono sull'ultima frase «deve essere una nemobai!»

Scrutai con intensità le profondità misteriose degli scuri occhi del capitano, così diversi da quelli di Darmian, sfidandolo a darmi altri dettagli della sua opinione sui fatti. Avrei voluto poter scandagliare la sua mente ed accedere ai suoi pensieri.

Non aggiunse altro, interruppe il contatto visivo e se ne andò, muovendosi con tutta la grazia dettata dal suo portamento signorile.

«Angus, sapevi che tutti pensano che io sia una sorta di mostro?» dissi.

«Non è quello che pensano.»

«Hai notato come mi guardano?»

«Bri, è solo una particolarità che ha lasciato tutti sopraffatti, fosse successo negli Arcipelaghi ti avrebbero studiato a fondo per capire il perché del tuo caso» disse lui.

«Apparentemente non è l'unica cosa ad aver lasciato tutti confusi» aggiunsi «se non avessero smantellato quel che restava del relitto ora potremmo cercare di capire cosa intende Deniz per incendio strano.»

«Non so Bri, potremmo indagare» propose lui.

«Angus, se il capitano non è stato capace di sbrogliare i suoi dubbi, dubito che per noi sarà facile. Qualunque cosa sia successa su quella nave, il mio istinto punta nella stessa direzione di quello del capitano Deniz. La persona più informata sulla faccenda è sicuramente Darmian.»

Da quando Darmian aveva ripreso conoscenza non ero più andata a visitarlo né ero stata incoraggiata a farlo, ma il sospetto che lui potesse avere le risposte che cercavo diventò il mio tarlo in testa.

Non andai a fare domande dritta alla fonte, ma mi informai sulle circostanze in cui Darmian si era ritrovato a far parte dell'equipaggio. Angus mi aveva raccontato che Barn, l'uomo che viaggiava con Darmian, aveva approcciato il capitano Deniz a Jaku e aveva rimediato due posti sulla nave.

«Deniz spesso imbarcava viaggiatori in cerca di un passaggio» mi aveva spiegato Angus «e gli ospiti finivano per collaborare nella gestione della nave. Barn e Darmian erano colti e si accontentavano di fare i tuttofare. Sembravano due tipi normali, anche se passavano molto tempo a confabulare tra loro. Non si erano integrati, addirittura occultavano le loro brandine dietro una tenda!»

«Non vi siete mai chiesti perché lo facessero?» domandai.

«Nessuno fa domande se vedi che dall'altra parte non vogliono darti risposte, è il codice marinaresco. Credi sia facile vivere tutti insieme in così poco spazio? Ognuno cerca di ritagliarsi i suoi momenti. Caliné si isolava spesso nell'area merci, che era una delle zone meno frequentate. E io mi arrampicavo sull'albero maestro della nave per assaporare la tranquillità della solitudine ed esercitarmi col flauto. In ogni caso, che ti tenessero nascosta sulla nave è impensabile. Non so come abbiano fatto per tutto quel tempo. Poi soprattutto con Deniz come capitano, non gli sfugge niente! È il fatto che ci siano riusciti proprio sotto il suo naso a farlo imbestialire così.»

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