MICHAEL
È strano che io abbia deciso di non trascorrere la mia serata altrove. Il divano di casa mi sembra quasi un posto paradisiaco al momento. Sarà che trascorro davvero troppo poco tempo tra queste mura ma trovo tutto fin troppo rilassante. Scorro la home di Instagram mentre sorseggio del buon vino rosso di vecchia annata. Me l'ha mandato mio padre durante il suo soggiorno in Italia e devo essere onesto, in fatto di vini, è un vero esperto. Il resto lascia un po' a desiderare ma gli voglio bene lo stesso. L'occhio mi cade sull'ultima foto postata da Janette. Poggio il calice sul tavolo e mi soffermo con lo sguardo su di lei; occhi rivolti all'obiettivo, sorriso tenero, un top bianco un po' troppo scollato per la stagione e pareti di lusso alle sue spalle. Chi le ha scattato questa foto? E perché mi sembra essere così tremendamente a suo agio? Un moto improvviso di gelosia attanaglia il mio stomaco, spingendomi ad alzarmi in piedi. Sapevo che non avrei dovuto iniziare a seguirla anche sui social. Lo sapevo, cazzo.
Reazione immotivata, Michael. A te non deve interessare nulla.
Il grillo parlante ha ragione. Tuttavia, non riesco a smettere di guardarla. Raffica di like a parte, sono attirato dalla sua espressione carina e carica di dolcezza. A lavoro raramente è così rilassata. Sempre sull'attenti, quasi come se stesse per affrontare chissà quale dramma. Invece qui è... serena. Possibile che io sia l'unico stronzo a cui questa parte di Janette non è concessa?
Preso dai troppi pensieri, non mi sono reso conto di averle lasciato il like.
«Sei un'idiota», borbotto a me stesso, ammonendomi.
Toglierlo non se ne parla, la notifica è comunque arrivata. Magari non ci farà neanche caso. Sono solo il millesimo. Eppure, qualcosa dentro di me mi dice che io vorrei tanto che lo notasse. Passare inosservato non è il mio forte e per assurdo, vorrei che lei mi notasse, vorrei che capisse che ha la mia completa attenzione. O quasi. Insomma, le sto cercando una casa, dopotutto. Quale altro collega si sacrificherebbe per la causa?
«Al diavolo!», borbotto, mentre lancio il telefono tra i cuscini del divano.
Non può essermi entrata in testa fino a questo punto. Non può.
JANETTE
Ho già detto che odio i mezzi pubblici? Dovermi spostare continuamente da Manhattan a Philadelphia sta diventando pesante, troppo. In più, la gente non ha la più pallida idea di cosa sia una doccia. La puzza di sudore invade le mie narici, costringendomi a reprimere un conato di vomito. Nonostante mi sia trattenuta in azienda più del dovuto e nonostante abbia preso una delle ultime corse, il treno è colmo di gente. Ok, siamo a inizio settimana. Ok, non tutti hanno a disposizione delle alternative per recarsi a lavoro. Ma diamine, a meno che tu non abiti in uno scantinato privo di doccia o vasca, lavarti dovrebbe essere il primo step nella routine giornaliera. E l'uomo davanti a me in abiti sartoriali che urlano "lusso" credo proprio che abbia la possibilità di farlo. Ma non credo gli interessi. O forse usa il tutto a suo vantaggio, come a voler fare da deterrente per evitare che altri si siedano al suo fianco. Non lo so. Non lo voglio sapere. Fatto sta che non rischierò la mia vita per sedermi accanto a lui. Preferisco fare la tratta in piedi, con il braccio dolorante perché disteso da troppo tempo e i piedi che implorano pietà. Vorrei tanto poter essere altrove, magari in un bel ristorante a sorseggiare del buono vino con della musica in sottofondo. Quando il treno annuncia la mia fermata, mi fiondo fuori da esso. Torno a respirare a pieni polmoni, godendomi l'aria fresca e tagliente che inebria le mie narici e si intrufola nelle mie ossa, facendomi rabbrividire.
Il cellulare non smette di vibrare. A quanto pare il mio ultimo post ha conquistato molti cuoricini impazziti. Tra le tante notifiche, ne scorgo una che mi lascia senza parole.
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(UN)fortunately we are in love
Chick-LitJanette Jensen ha trent'anni e per la prima volta in vita sua da quando si è laureata in economia e marketing, è stata contattata per lavorare in una delle più prestigiose aziende di Manhattan: la Royals & Fashion. Michael Moore ha trentatré anni, u...
