56. Adam

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Era ormai tarda sera, avevo provato a prendere qualcosa da mangiare da una delle macchinette al piano di sotto ma non avevo appetito.

I medici non si erano fatti vivi per il resto della giornata, ci avevano dato poche informazioni e ci saremmo dovuti accontentare di quelle.

L'unica ragione per cui non avevo dato ancora di matto era quel piccolo raccoglitore di pensieri che avevo tra le mani.

L'unica fame che sentivo era quella di conoscenza, volevo nutrirmi di ogni momento che Kaia aveva vissuto senza di me.

Mi sedetti nuovamente sulla stessa sedia che avevo consumato durante il giorno.

Il silenzio dei corridoi sembrava un ottimo scenario per iniziare a leggere.

Iniziai a sfogliare, nella prima pagina c'erano una serie di disegnini che incorniciavano due lettere scritte con la penna rossa: K&A

Le nostre iniziali erano scritte in grande, rimarcate più volte, quasi con rabbia, come a volerle marchiare sul foglio.

Voltai pagina e mi persi nelle macchie di inchiostro che riempivano fittamente la carta.


Adam,

Sono seduta sul pavimento di casa mia, sono sola. Ho finalmente convinto Sienna a lasciarmi qualche minuto per me, per capire cosa diavolo devo fare.

Tenere tutto dentro è troppo, il mio corpo non riesce a contenere tutte le emozioni che provo.

Ho pensato di scriverti ma il tuo rifiuto sarebbe troppo da affrontare, perciò terrò dei promemoria in questo quaderno.

Non so bene cosa ti racconterò, però di una cosa sono certa.

Arriverà il giorno in cui non avrò più bisogno di un foglio per raccontarti la mia vita. Sono certa che tornerai, che aprirai la porta di casa mia e affronteremo insieme questo momento.


Quella lettera doveva averla scritta poche settimane dopo la mia partenza, avrebbe dovuto desiderare di non vedermi mai più e invece lei era sicura che sarei tornato.

Non l'avevo mai fatto, in realtà non era nemmeno nei miei pensieri.

Sfogliai le altre pagine. C'erano per lo più racconti di come stesse affrontando le giornate, dei traguardi ma anche dei fallimenti.

Ogni lettera terminava con la speranza del mio ritorno, non si era affievolito mai, nonostante il passare del tempo, rimaneva la determinazione.


Adam,

Oggi è un giorno speciale per tutti noi.

È nata Anita!!!

Dovresti vederla, è bellissima.

Ho capito dagli occhi di Noah che tu non saresti venuto.

Devo confessarti che la nascita di Anita era per me il più grande appiglio, credevo che grazie a lei saresti tornato.

Pensavo che Anita, ancora una volta, ci avrebbe fatti incontrare.

Non voglio essere triste oggi. La sua nascita è specchio della mia.

Ho sempre riposto in te i miei obiettivi, se mi mostravo forte lo facevo per te, se volevo guarire lo facevo per te.

Adesso c'è un'altra persona nella mia vita.

Sarò una zia forte.


Bring me to LifeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora