Io e Adam stavamo camminando in silenzio verso casa di Adelaide. Non riuscivo a descrivere il tipo di sensazione che provavo nell'averlo vicino, sapevo solo che era tutto ciò che avevo desiderato nell'arco dell'anno in cui non ci eravamo visti.
Ogni giorno avevo desiderato di averlo accanto, anche quando dicevo di odiarlo, anche quando dicevo di essere andata avanti, il mio cuore desiderava solo rivederlo ancora.
Adesso era lì con me e avrei voluto riempirlo di domande ma lo conoscevo abbastanza bene da sapere che iniziare un interrogatorio non avrebbe portato i frutti che speravo.
«Sei agitata?» Domandò tranquillamente, come se mi stessi andando a fare le analisi del sangue.
Del resto lui non sapeva cosa realmente fosse successo e mi stupii del fatto che pur consapevole del fatto che lui di lì a breve avrebbe assistito al confronto tra me e Adelaide, non mi dava fastidio come avrebbe dovuto.
«Sono molto nervosa»
«Posso sapere cosa ti innervosisce di più?» La tua presenza.
Mi voltai a guardarlo e calpestando il mio orgoglio, dovevo ammettere quanto fosse bello, e quanto mi fosse mancato camminare con lui per queste stradine alberate.
«Mi innervosisce l'idea di tirare fuori gli stessi argomenti. Non mi sento pronta a fingere che vada tutto bene solo perché la condizione di Adelaide mi impone di accantonare tutto»
Forse era cinico da parte mia, in un momento del genere avrei dovuto pensare solo al lato affettivo ma di fatti, quando io avevo bisogno, chi aveva pensato davvero a me?
«Posso essere sincero?» Mi guardò di sottecchi, mantenendo le mani nelle tasche e l'andatura tranquilla.
«Devi»
«Da quando ti ho rivista mi sembri un'altra persona. Esteticamente sei sempre tu ma il tuo atteggiamento, il modo in cui parli è così lontano dalla ragazza che ho conosciuto» non c'era rimprovero o malinconia nel suo tono, stava semplicemente facendo una constatazione.
Peccato che quelle parole mi colpirono duramente. Ero consapevole del cambiamento che avevo fatto, a tratti mi mancava la vecchia Kaia ma sentivo di non riuscire a provare più quei sentimenti di leggerezza. Ero così arrabbiata che qualsiasi sensazione positiva veniva oppressa.
«Un tempo scappavi per andare da Adelaide mentre adesso sembra quasi sia un peso per te»
Arrestai la mia camminata e pochi secondi dopo fece lo stesso anche lui, voltandosi verso di me, rimanendo comunque a pochi passi di distanza.
«La sua omertà e la sua mancata onestà hanno portato a delle conseguenze. Se ho perso dei tasselli importanti è anche colpa sua, se ho perso la vecchia Kaia, è anche colpa sua» se ho perso te è anche colpa sua.
«Se le conseguenze fossero ricadute solo su di me avrei cercato di andare avanti ma non è stato così. Sono state coinvolte persone importanti della mia vita ed io questo non posso perdonarglielo»
Le mani iniziarono a tremare e cercai di camuffare nascondendole nelle tasche della giacca che indossavo, ma non feci in tempo perché Adam si prese la briga di stringerle tra le sue.
Le sue mani erano così grandi a confronto , riuscivano a racchiuderle perfettamente. Il calore che emanava sembrò riuscire a rilassarmi.
«Non agitarti, cerca di stare tranquilla e comportati come meglio credi. Non devi rendere conto a nessuno Kaia, sii te stessa»
Se abbracciarlo non avesse compromesso la mia stabilità emotiva, rischiando di farmi scoppiare a piangere come una sciocca, probabilmente lo avrei fatto. Tuttavia onde evitare di risultare patetica, mi limitai a crogiolarmi ancora nel calore delle sue mani, ringraziandolo silenziosamente, per poi riprendere silenziosamente il cammino che ci avrebbe portati a casa di Adelaide.
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Bring me to Life
Roman pour AdolescentsKaia è una ragazza con un trauma alle spalle, vive a Carmel per punirsi, per ricordarsi ogni giorno che a lei è stata concessa un'altra possibilità. Adam odia Carmel più di qualsiasi altra cosa, un terribile evento gli ricorda ogni giorno quanto la...
