59. Kaia

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Adam era uscito per andare al Four Roses e prendere la colazione. Avrei potuto dirgli che saremmo andati insieme ma necessitavo di avere un momento di libertà per poter chiamare Wendy, dovevo togliermi quel peso al più presto.

Non badai nemmeno all'ora, cercai il nome in rubrica e lasciai partire la chiamata.

«Pronto»

«Wendy, sono Kaia»

«Ciao Kaia, scusami ho risposto di fretta e non ho letto il nome sul display. Come stai? Adam mi ha detto che sei stata in ospedale ma è stato molto vago» la parlantina spigliata e il solito tono cordiale mi lasciarono perplessa.

Non era quello il tipo di confronto che mi ero immaginata.

«Sto bene, adesso sono finalmente a casa. Diciamo che non me la sono passata benissimo» non avevo fatto i conti con la versione da inventare riguardo il mio ricovero. Principalmente perché non avevo conoscenze al di fuori delle persone che sapevano tutta la mia situazione.

«Sono contenta che si sia risolto» percepii dell'impaccio, probabilmente aveva capito che non avevo intenzione di parlare con lei del reale motivo.

«Non voglio risultare scortese, credimi, ma ieri mi hai scritto dicendomi che avevi bisogno di parlarmi» mi decisi a sbloccare la situazione.

Potevo sembrare rude ma questa attesa mi stava logorando, avevo davvero paura di sapere cosa dovesse dirmi. Avevo visto talmente tante telenovelas che temevo potesse rivelarmi di essere incinta.

«Hai ragione. Come puoi immaginare si tratta di Adam, più nello specifico si tratta dell'accademia»

Mi lasciai cadere sul letto nell'esatto momento in cui la parola "accademia" uscì dalla sua bocca, rilasciai un rumoroso sopito di sollievo che fece ridere Wendy dall'altro capo del telefono.

«Oddio non mi dire che avevi temuto volessi darti qualche altra notizia?» la risata genuina sollevò maggiormente il mio stato d'animo.

Non avrei più rinunciato ad Adam ma dovevo ammettere che Wendy non era una persona che risultava antipatica, perciò doverle dare un tipo di sofferenza che non meritava mi affliggeva.

Tuttavia non sembrava me ne dovessi preoccupare, visto che il solito buonumore sembrava accompagnarla anche in quella circostanza.

«Nei miei film ti vedevo già incinta e pronta a darmi la notizia» ero terrorizzata solo nel pensarlo.

«Ora capisco il perché di quel tono funereo quando mi hai chiamata, puoi stare tranquilla Kaia» continuava a ridere, come se fossimo due amiche che si stavano raccontando vicende sentimentali di cui non erano entrambe coinvolte.

Mi faceva paciere ma sentivo comunque il bisogno di sapere se fosse davvero tutto a posto e soprattutto volevo accertarmi che lei stesse bene.

«Wendy, ti prego di essere sincera. Come ti fa sentire questa situazione? Sei sempre stata gentile con me mentre io sono arrivata e ho scombussolato tutto, non voglio che tu possa stare male» buttai fuori velocemente, senza pensare nemmeno troppo a cosa dire, perché onestamente la mia posizione mi metteva in imbarazzo.

«Kaia, stai tranquilla. Io e Adam non avevamo nulla di serio, di base siamo amici e poi ho sempre saputo che non c'era posto per me nel suo cuore»

«Cosa intendi?»

«Non sapevo chi fossi eppure sei sempre stata presente. Ti ha sempre amata, anche quando si convinceva di non farlo e io ho sempre convissuto con la consapevolezza che nel momento in cui saresti tornata, non ci sarebbe stato spazio per nessun altro»

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⏰ Ultimo aggiornamento: Aug 05, 2025 ⏰

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