Dire che rimasi sconvolta nel sentire Adam sbilanciarsi in quel modo sarebbe stato riduttivo.
Avevo perso ogni tipo di speranza riguardo quel genere di dichiarazione, fino a qualche giorno fa credevo addirittura che la nostra relazione fosse definitivamente chiusa.
Accantonai momentaneamente l'emozione di ciò che avevo sentito, per concentrarmi sulla faccia da schiaffi di Peter che mi guardava con sufficienza.
«Kaia, tesoro come stai?» Adelaide si mostrò premurosa, scegliendo comunque di rimanere sulla sua posizione e non venirmi incontro.
«Sto bene. Adesso» mi sentivo forte, avevo accanto a me le persone che amavo. Tutte.
«Come ci si sente ad aver preso tutto ciò che apparteneva ad Anita? Ti sei presa i suoi amici, vivi nei suoi luoghi, hai l'amore di suo fratello. Ti sei impossessata della sua vita» c'era estrema serietà nel suo tono.
Mi faceva quasi tenerezza il modo in cui la morte di Anita e il conseguente senso di colpa, lo avessero completamente divorato.
Lui vedeva in me una vita sprecata, io ero sacrificabile.
Vidi il corpo di Adam andare in tensione e non volevo assolutamente che si scaldasse di nuovo. Anita era un tasto dolente anche per lui, avevo vagamente capito che provare amore per me, lo facesse sentire in difetto nei confronti di sua sorella.
Era giunto il momento di dare valore solo alle persone che ne davano a me e staccarmi definitivamente dal passato, anche se faceva male pensare di perdere coloro che avevano segnato la mia intera vita.
«Io non mi sono impossessata della vita di nessuno. Io sono sicura che sia stata Anita a farmi conoscere loro tre e gliene sarò grata per sempre» indicai i miei amici e Adam, che mi guardavano apprensivi, pronti ad intervenire se solo ce ne fosse stato bisogno.
«Che frase patetica. Ti piace nasconderti dietro questo animo da santarellina ma in realtà sei un'egoista a cui interessa solo che le persone gli stiano accanto e le asciughino le lacrimucce che versa. Sei ridicola Kaia, la persona più ridicola che abbia mai conosciuto» sputò con rabbia, non c'era più traccia della strafottenza. Percepivo solo collera da parte sua.
«Si stancheranno tutti di te come mi sono stancato io. Nessuno ha voglia di stare appresso ad una ragazzina problematica che si imbottisce di pasticche perché non sa affrontare le persone. Anche chi dice di amarti si stancherà di te» concluse con cattiveria e appresi con grande gioia che le sue parole non mi scalfirono affatto.
«Adesso lo ammazzo sul serio» mi bastò sentire le parole cariche di Adam per prendere immediatamente posizione ed intervenire.
«Ascoltami bene Peter. Ho cercato in questi anni di starti accanto, di comprendere i tuoi stati d'animo e accettare i tuoi rifiuti. Pensa pure che io sia patetica, ridicola o falsa, non mi interessa. Non mi interessa più niente di te, di come stai o di cosa fai, per me sei morto in quell'incidente» dire quelle parole mi costava tantissimo ma era ciò che lui aveva fatto con me. Mi aveva cancellata dalla sua vita, avrebbe voluto che a morire fossi io, perciò non c'era più posto per amicizia o compassione, mi sarei comportata come lui.
«Ti ricordo che stai parlando nel corridoio di un ospedale, perdonami ma non credo di essere morto per te» il fatto che lo stessi abbandonando anche io probabilmente lo turbava, aveva sempre ricercato in me la sua valvola di sfogo.
«Non succederà più, ho accanto a me delle persone che amo con tutta me stessa e mi impegnerò per far si che non debbano mai più preoccuparsi per me. E se per realizzare questo obiettivo devo cancellarti definitivamente dalla mia vita lo farò. Addio Peter»
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Bring me to Life
Teen FictionKaia è una ragazza con un trauma alle spalle, vive a Carmel per punirsi, per ricordarsi ogni giorno che a lei è stata concessa un'altra possibilità. Adam odia Carmel più di qualsiasi altra cosa, un terribile evento gli ricorda ogni giorno quanto la...
