-Per tutti coloro che cercano la propria luce nel buio
PARTE II
Un anno dopo
«Non vedo l'ora che la lezione finisca, sono stanca di stare ferma seduta su questa sedia»
Avevo perso il conto del quantitativo di lamentele che erano uscite dalla bocca di Wendy.
«Credo lo abbiano capito anche i muri Wendy» le risposi annoiato come mio solito ma questo non scalfì la faccia solare della ragazza che da ormai un anno aveva imparato a sopportare la mia irritabilità.
Irritabilità che dovevo ammettere essere cresciuta in maniera esponenziale.
Era stato un anno duro, difficile da digerire, da cui ancora non ero uscito del tutto.
Avevo parlato con mio padre, era stato sincero e mi aveva confidato tutto ciò che c'era dietro l'incidente di Anita, una verità che mi aveva amareggiato profondamente e che aveva inevitabilmente raffreddato ancora di più i rapporti tra me e l'uomo che da tutta la vita avevo visto come un modello irraggiungibile, che molte volte mi aveva fatto sentire inferiore, inadeguato e che adesso ai miei occhi era semplicemente un comune mortale come tutti.
Avevo dovuto fare i conti con la solitudine, quella che ti scegli e ti sceglie, da cui anche volendo non riesci a scappare.
Ero arrivato a scorrere i nomi in rubrica e sentire di non poter contare su nessuno di loro.
I rapporti con Noah e Sienna erano altalenanti, avevo ripreso a parlare con loro solo dopo la nascita della bambina, che ironia della sorte avevano deciso di chiamare Anita.
Avevo bisogno di loro, inutile negarlo, necessitavo di potermi rivolgere a qualcuno nei momenti di profondo vuoto. Se con Noah questo era stato abbastanza semplice, il mio legame con Sienna non si era risanato del tutto.
Ero stato duro con lei ma sapevo per certo che il problema principale tra noi non fosse il mio comportamento del tempo, Sienna era la persona più comprensiva che conoscessi perciò ero sicuro che avesse accolto le mie scuse e perfino compreso lo stato d'animo in cui versavo.
Quello che impediva a me e Sienna di ritornare gli amici di un tempo era lei, Kaia.
Kaia che era stato il mio incubo durante le notti, il tarlo che aveva bucato il mio cervello giorno dopo giorno, era sempre presente nel mio quotidiano eppure era completamente sparita.
Non sapevo nulla di lei, i miei amici non dicevano nulla, i social erano completamente fermi e il mio orgoglio mi impediva di fare il minimo accenno.
Non ero più tornato a Carmel, del resto lo avevo promesso. Non ero andato neppure per la nascita di Anita, nessuno mi aveva fatto pressione, ci eravamo ripromessi che appena la bambina fosse cresciuta un po', sarebbero venuti a San Francisco.
Mi ero sempre chiesto se fosse venuta anche lei con loro e nonostante tutto desideravo non rivederla più, non avrei giurato che sarei stato in grado di gestire il nostro incontro dopo quello che avevo saputo.
«Adam, torna sul pianeta terra. La lezione è finita»
Gli occhi nocciola di Wendy mi guardavano vispi e indagatori, mi diceva sempre che ero distratto e con la testa tra le nuvole e puntualmente voleva sapere cosa occupasse la mia mente. Inutile dire che non riusciva a ricavare mezza informazione, del resto mi bastava distrarla con qualche moina e gesto affettuoso per farla smettere di chiacchierare.
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Bring me to Life
Teen FictionKaia è una ragazza con un trauma alle spalle, vive a Carmel per punirsi, per ricordarsi ogni giorno che a lei è stata concessa un'altra possibilità. Adam odia Carmel più di qualsiasi altra cosa, un terribile evento gli ricorda ogni giorno quanto la...
