Il fiore Agatha

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Nei giorni che precedettero San Valentino, vari eventi bizzarri si susseguirono.

Il primo fra tutti furono le mie suppliche di Minnie di andare a cambiare la lingerie presa, ovviamente inascoltate. Al momento dell'acquisto, mi era sembrata più che carina, ma poi, una volta averla rimessa in casa, da sola, mi ero accorta di quanto apparivo ridicola.

Non avevo voluto esagerare, così avevo preso un completo abbastanza semplice, rosso, in richiamo al giorno in cui l'avrei dovuto indossare, con delle mutandine sottili, delle autoreggenti e un reggiseno in pizzo.

Il solo particolare osé era che il reggiseno disponeva di due fiocchi dove si trovavano i capezzoli, da sfilare via per liberarli.

Agatha Fangirl aveva amato quell'idea, io, a giorni di distanza da essa, me ne pentivo amaramente, ma sapevo bene che Minnie non mi avrebbe mai concesso l'opportunità di indossare altro, mentre mi aiutava a prepararmi, così pianificai una strategia per andare a cambiarmi con della biancheria comune una volta che io e Dante fossimo rientrati nell'appartamento, senza che lui venisse a sapere niente.

Le notizie su di me continuarono a diffondersi sempre di più, facendo il giro dell'America, in particolar modo il fatto che io stessi denunciando coloro che continuavano a mandarmi minacce; forse per questo motivo, e anche il fatto di stare insieme a Dante, nessuno si avvicinò alla porta di casa. C'era anche da prendere in considerazione il fattore che quella città non era stata ferita profondamente dai crimini di mio padre, com'era successo nella precedente dove avevo vissuto, con la scoperta di Betsy George, era perciò possibile che il sentimento di vendetta, per quanto insito nei cuori di molti, non era così profondo come là.

L'evento più assurdo e imprevisto accadde a due giorni da San Valentino.

Un video andato virale portò Minnie a impazzire e rischiare di prendere il primo volo disponibile per compiere una sequela di omicidi, Max fu costretto a gettarsi sulle sue gambe, prendendola per le caviglie, per fermarla. Riuscì a farla desistere solo una volta averle ricordate che dal carcere non avrebbe più potuto prendersi cura dei loro gattini.

Il video che ammattì Minnie al punto da farle contemplare una futura carriera da assassina era uno dei tanti TikTok sul true crime che tutto facevano tranne che parlare dei casi nella maniera che meritavano, si limitavano a commentarli, metterli in paragone tra loro, sputare sentenze e giudizi osceni tanti suoi carnefici e le vittime quanto sui presunti colpevoli.

Il ragazzo che lo aveva realizzato aveva messo sulla stessa bilancia il caso Reid e il caso Murray, i due più noti e ancora freschi nel territorio americano.

Io non vidi mai quel video, non m'interessò farlo, già conoscevo i suoi contenuti, d'altronde. Senz'altro aveva sfruttato il dolore del caso Murray per condannare ancor più la mia figura, non c'era niente di nuovo su quel fronte per cui scandalizzarmi.

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