capitolo 19

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Il sole del mattino filtrava attraverso le tende di velluto scuro della camera reale, dipingendo riflessi dorati sulle lenzuola di seta. Il silenzio era spezzato solo dal respiro regolare di due corpi intrecciati nel tepore del letto.

Il Re Demone aprì lentamente gli occhi, ancora annebbiati dal sonno. Per un istante, si concesse di non pensare a nulla, di restare sospeso in quel momento di quiete. Solo il suono del respiro di Taehyung gli riempiva le orecchie, un ritmo costante e pacifico.

Voltò appena il viso, lasciando che il suo sguardo si posasse sul compagno predestinato. Taehyung dormiva ancora, il viso disteso in un'espressione serena, quasi angelica. I capelli argentati si spargevano morbidi sul cuscino come fili di luce lunare, e il lenzuolo gli scivolava pigramente sul petto scoperto.

Un pensiero familiare sfiorò la mente del Re Demone. È troppo bello per appartenere a questo mondo.

Ma lui lo aveva fatto suo.

Un debole movimento interruppe i suoi pensieri. Taehyung si stirò appena, il respiro si fece più profondo e le ciglia tremarono prima di sollevarsi, rivelando quegli occhi chiari e limpidi come un lago d'inverno.

«Mi stavi guardando?» chiese con voce impastata dal sonno, un sorriso ancora intorpidito sulle labbra.

Il Re Demone si limitò a sollevare un sopracciglio. «Forse.»

Taehyung ridacchiò piano, la sua voce un soffio nella stanza ancora avvolta dall'intimità del mattino. Si mosse con lentezza, avvicinandosi al compagno e poggiando il viso sul suo petto. Il Re Demone non si scostò. Anzi, lasciò che la sua mano si muovesse distrattamente tra i capelli argentati, accarezzandoli con un tocco che nessuno avrebbe mai immaginato da lui.

«Dovremmo alzarci,» mormorò infine Taehyung, la voce ovattata contro la sua pelle.

«Non voglio.»

Il principe alzò lo sguardo, divertito. «Tu? Il grande Re Demone, che abbandona i suoi doveri per rimanere a letto con me?»

«Non lo sto abbandonando,» rispose l'altro con un tono impassibile. «Lo sto solo rimandando.»

Ma alla fine, il dovere vinse. A malincuore, si alzarono dal letto e si vestirono con calma, lasciando che i gesti fossero lenti, quasi come se volessero prolungare ancora un po' quell'intimità mattutina.

 A malincuore, si alzarono dal letto e si vestirono con calma, lasciando che i gesti fossero lenti, quasi come se volessero prolungare ancora un po' quell'intimità mattutina

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La colazione era un rituale tranquillo.

Taehyung mangiava lentamente il suo pane dolce, assaporando ogni morso, mentre il Re Demone sorseggiava il suo tè nero con l'abituale espressione imperscrutabile.

«Oggi sarò con il Re Min,» disse quest'ultimo dopo un momento di silenzio.

Taehyung sollevò lo sguardo. «Affari importanti?»

«Abbastanza.»

«Allora io andrò in biblioteca.»

Il Re Demone lo scrutò con attenzione, poi si alzò e gli sfiorò il mento con il pollice.

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