Il silenzio che avvolgeva la stanza era così profondo da sembrare sacro, rotto solo dal respiro leggero di Taehyung e dai piccoli, quasi impercettibili rumori che Hyunbin emetteva nel sonno vigile del neonato.
Il medico era scivolato via come un'ombra, lasciando che il calore del camino cullasse quel primo frammento di pace dopo la tempesta.
Taehyung giaceva tra i cuscini di seta, il viso finalmente disteso, la pelle che aveva riacquistato un po' di quel calore dorato che Jungkook amava tanto.
Dormiva il sonno dei giusti, di chi aveva combattuto contro la morte e aveva vinto per amore.
Jungkook era rimasto sulla sponda del letto, incapace di allontanarsi anche solo di un centimetro.
Teneva Hyunbin tra le braccia, avvolto ora in una morbida veste di lino che lo faceva sembrare ancora più piccolo e prezioso.
Il bambino era sveglio, i suoi occhi eterocromatici fissi sul volto del padre, come se volesse impararne a memoria ogni lineamento.
Il piccolo emise un grugnito buffo, un suono strozzato che sembrava quasi una parola mai nata, e Jungkook non poté fare a meno di sorridere tra le lacrime che ancora gli imperlavano le ciglia.
«Hai ragione, piccolo mio...» sussurrò Jungkook, la voce ridotta a un soffio roco, intrisa di una tenerezza che non aveva mai concesso a nessuno prima di quella notte.
«Tua madre è bellissima quando dorme, vero? È il miracolo più grande che potesse capitarci.»
Hyunbin mosse le manine freneticamente, agitando l'aria finché non trovò il dito indice del Re.
Lo afferrò con una decisione sorprendente, stringendolo con le sue dita minuscole e perfette.
Jungkook trattenne il respiro, sentendo il cuore battere all'unisono con quel piccolo battito accelerato.
«Guarda come sei forte...» mormorò Jungkook, abbassando la testa per sfiorare con le labbra la manina del figlio.
«Hai la forza del mio sangue, Hyunbin, ma hai la dolcezza del suo cuore. Non avere fretta di crescere, il tuo papà ti proteggerà da tutto ciò che c'è fuori da queste porte.»
Il neonato emise un altro piccolo verso, un grugnito sommesso, e strinse ancora più forte il dito del Re, quasi a voler confermare quel patto silenzioso.
Jungkook alzò lo sguardo su Taehyung, osservando la curva delle sue labbra e il modo in cui una ciocca argentea gli ricadeva sugli occhi.
Con la mano libera, gliela scostò con una delicatezza infinita.
«Grazie, Tae...» sussurrò verso l'omega dormiente.
«Grazie per avermi dato una ragione per restare al mondo. Grazie per avermi reso padre di questo piccolo cucciolo .»
In quel momento, Hyunbin fece un altro verso, una sorta di sospiro profondo, e chiuse lentamente gli occhi, rassicurato dalla voce profonda e costante del padre.
Jungkook continuò a cullarlo, dondolando leggermente il corpo, mentre il suo sguardo passava incessantemente dal volto del figlio a quello del compagno.
«Siete la mia redenzione,» disse Jungkook nel vuoto della stanza, mentre una lacrima solitaria cadeva sulla veste bianca del bambino.
«Prometto che d'ora in poi, ogni mio respiro sarà per voi. Non ci sarà più sangue, se non quello che scorre nelle nostre vene per amarci.»
Restò così per ore, un Re Demone trasformato in un guardiano silenzioso, cullando il futuro tra le braccia e vegliando sul presente che respirava piano accanto a lui, mentre l'alba dipingeva di rosa le pareti del loro rifugio.
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God.drugs.u
Romancela terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung. il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro. ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
