La luce del mattino entrava morbida dalle finestre, riempiendo il salone di un calore tranquillo.
Taehyung scese lentamente le scale, una mano sulla pancia e l'altra sul corrimano. Aveva ancora il viso leggermente pallido, ma negli occhi c'era qualcosa di diverso... una calma, quasi una felicità trattenuta.
Sua madre era seduta sul divano con la tazza di caffè tra le mani. Appena lo vide, posò subito la tazza.
«Tae.»
Non gli lasciò nemmeno il tempo di dire nulla: si alzò e lo prese per mano, facendolo sedere accanto a lei con delicatezza.
«Vieni qui... fammi vedere.»
Taehyung si lasciò andare contro lo schienale, sospirando piano.
«Ho vomitato poco fa...» borbottò. «E mi fa male tutto il corpo...»
La donna gli lanciò uno sguardo che era a metà tra il preoccupato e il... sospettoso.
«Mh.»
Poi inclinò leggermente il capo, osservandolo meglio.
Silenzio.
Un secondo.
Due.
Le sopracciglia si alzarono appena.
«Ah.»
Taehyung seguì il suo sguardo.
Realizzò.
Arrossì immediatamente.
«M-madre—»
«Oh no,» lo fermò subito lei, portandosi la tazza alle labbra con calma. «Adesso non provare nemmeno a fare il finto innocente.»
Tae sbuffò, imbarazzato, ma non riuscì a trattenere un piccolo sorriso.
La donna si avvicinò appena, osservando con più attenzione il collo del figlio.
«Devo dire...» mormorò, quasi divertita, «il re demone non si è trattenuto molto.»
«Madre!»
«Cosa?» ribatté lei, tranquilla. «Vuoi che faccia finta di non vedere?»
Tae si coprì il viso per un attimo, poi lasciò scivolare le mani, ancora rosso.
«Non è...» esitò, poi sospirò. «Va bene, sì.»
La donna sorrise appena. Poi il suo sguardo cambiò.
Si fermò sul segno più evidente.
Il marchio.
Le sue dita si avvicinarono, sfiorandolo con estrema delicatezza, quasi con rispetto.
«Te lo ha lasciato davvero...»
Taehyung abbassò lo sguardo, ma stavolta non c'era imbarazzo.
Solo... qualcosa di più profondo.
«Sì.»
«E tu?» chiese lei, più piano. «Lo volevi?»
Tae annuì, lentamente. Poi, senza nemmeno accorgersene, sorrise.
«Sì...»
Fece una piccola pausa, giocando con il tessuto della sua veste.
«Non è la prima volta...» ammise piano. «Ma...»
La madre lo guardò, incuriosita. «Ma?»
Tae alzò lo sguardo, gli occhi che brillavano appena.
«È stato come se lo fosse.»
Silenzio.
Poi la donna sorrise. Un sorriso vero, caldo.
«Sei felice.»
Non era una domanda.
Tae annuì subito, senza esitazioni.
«Tantissimo.»
La donna sospirò piano, accarezzandogli i capelli.
«Allora va bene.»
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God.drugs.u
Romancela terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung. il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro. ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
