capitolo 18

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La stanza era avvolta in un'oscurità densa, ma non fredda. Era un buio che accoglieva, che tratteneva il calore della notte trascorsa, lasciando che solo qualche raggio di luce filtrasse dalle alte finestre gotiche. L'aria sapeva di fuoco spento, di seta e di un profumo familiare: profondo, leggermente speziato, con una nota ferrosa appena percettibile. Il profumo del Re Demone.

Taehyung si svegliò lentamente, il corpo ancora avvolto dal calore delle coperte scure, i muscoli rilassati. Non si mosse subito. Prima, inspirò a fondo, lasciando che la realtà gli tornasse addosso come una marea lenta. Allungò una mano accanto a sé, cercando il corpo che la notte prima lo aveva avvolto, la pelle calda sotto le sue dita, il respiro profondo e costante. Ma trovò solo lenzuola vuote.

Si stirò appena, i capelli argentei che gli cadevano scomposti sulla fronte, gli occhi ancora velati di sonno mentre si sollevava a sedere. Il letto sembrava più grande senza di lui, il materasso appena sfiorato dal peso del suo stesso vuoto. Taehyung lasciò scivolare lo sguardo nella penombra della stanza, cercandolo.

Fu allora che la porta si aprì.

E lui apparve.

Era a petto nudo, la pelle ambrata e perfetta attraversata da lievi cicatrici che sembravano antichi sigilli di battaglie dimenticate. I capelli corti scuri erano ancora umidi, spettinati appena , mentre gocce d'acqua gli scivolavano lungo il collo fino al petto scolpito.
Si passò una mano tra i capelli ancora umidi, il volto ombreggiato da un sorriso che sembrava conoscere ogni segreto del mondo.

poi i suoi occhi scuri si posarono su Taehyung con un'intensità che lo trafisse. il principe sussultò
ma dopo inarcò un sopracciglio, senza nascondere il modo in cui il suo sguardo si soffermava su ogni dettaglio di lui.

-già sveglio?-chiese jungkook avvicinandosi.

-mi sono addormentato presto ieri - rispose il minore non smettendo di guardare il petto scolpito del più grande

-lo so, quando sono entrato in camera già stavi dormendo.
comunque, ho mandato la lettera a questo jimin - cambiò argomento il re demone andando a sedersi proprio accanto al principe

-davvero? quando?? - chiese sorridendo l'omega

-ieri sera. -

-che ti ha risposto? verrà?-

-certo che verrà.
ma gli ho detto che nessuno dei tuoi familiari deve saperlo. - rispose il re demone

-sono così felice! grazie!- lo abbracciò taehyung.

Il re demone osservò il principe con occhi che raramente mostrano emozioni. La notizia che aveva dato al giovane principe, sembrava averlo colpito profondamente. Taehyung, seduto sul letto accanto a lui, rideva con una gioia incontrollata, il suo volto illuminato dalla felicità. Il suono della sua risata riempiva la stanza, creando una dolce melodia che, in quel momento, sembrava cancellare ogni ombra dal cuore del re.

Il principe, con gli occhi brillanti e un sorriso che non riusciva a nascondere, si lasciava trasportare dalla notizia che lo aveva entusiasmato. Ogni parola, ogni gesto, ogni risata sembravano essere il riflesso di una felicità genuina, una luce che il re demone non aveva visto in lui da tempo. In quel momento, il suo cuore si trovò a battere più forte, colpito da una sensazione che non sapeva come gestire.

Guardando Taehyung, il re si rese conto di quanto fosse potente quella risata, di quanto fosse capace di farlo sentire vulnerabile, qualcosa che non si permetteva mai. Eppure, non riusciva a distogliere lo sguardo. La sua mano si sollevò, come se fosse attratta dalla bellezza di quel momento, e delicatamente, senza parole, si posò sul viso del principe. Taehyung, ancora sorridendo, smise di ridere per un istante, guardando il re con un'espressione che mescolava sorpresa e curiosità.

God.drugs.uLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora