La luce dell'alba filtrava appena dalle tende pesanti, accarezzando con timidezza il silenzio della stanza. L'aria era ancora ferma, sospesa, come se il tempo stesso esitasse a ricominciare.
Jungkook era già sveglio.
Stava sdraiato, immobile, con la schiena poggiata contro la testata del letto e il volto abbassato. Una delle sue mani si muoveva lentamente tra i morbidi capelli d'argento di Taehyung, sprofondato contro il suo petto nudo. Le dita carezzavano con pazienza, come se cercassero di imprimere nella pelle ogni singolo secondo di quiete, prima che tutto cambiasse.
Il respiro di Taehyung era ancora profondo, regolare, caldo contro la sua pelle. Dormiva come non faceva da giorni, e Jungkook lo guardava con occhi che sembravano troppo stanchi per essere quelli di un re.
Poi, lentamente, l'omega si mosse.
Un piccolo gemito, appena un sospiro, poi il suo corpo si stirò appena, senza staccarsi da lui.
«Kookie?» mormorò, la voce impastata dal sonno.
«Mh.»
«Hai dormito?»
Jungkook abbassò lo sguardo su di lui. Gli occhi eterocromatici , fermi, gli sfiorarono il viso.
«No,» rispose con sincerità. «Ma tu sì. E questo mi basta.»
Taehyung aggrottò le sopracciglia, sollevando il volto per guardarlo.
«Non è giusto. Dovevi dormire anche tu.» Il tono era quasi burbero, ma negli occhi brillava una punta di preoccupazione affettuosa. «Non sei invincibile.»
Jungkook sorrise appena, un angolo delle labbra che si curvò senza fatica. Lo trovava... incredibilmente tenero, in quel broncio da cucciolo stanco.
«La prossima volta dormirò, promesso.» Gli fece scivolare un bacio tra i capelli. «Tutto per farti contento.»
Taehyung sbuffò piano, ma si lasciò coccolare. E fu proprio in quel momento, nel silenzio tiepido della stanza, che i loro corpi si avvicinarono ancora. Non servivano parole, solo piccoli gesti.
Le dita di Jungkook gli accarezzarono la schiena nuda, lente, precise. Le labbra cercarono la pelle del suo collo, poi l'incavo della spalla. Taehyung si lasciò baciare, lasciò che lo toccasse con la delicatezza di chi conosce ogni ferita.
Si strinsero così, nudi tra le coperte, nel tempo sospeso di chi sa che tra poche ore nulla sarà più lo stesso.
Quando i baci si fecero più leggeri e i respiri più stabili, Jungkook si staccò appena da lui.
«Dobbiamo prepararci.»
Taehyung annuì, con lentezza.
Uscirono dal letto insieme. Si vestirono in silenzio, fianco a fianco, aiutandosi senza dire nulla.
L'abito scelto per Taehyung era un lungo mantello rosso scuro, con ricami dorati che correvano lungo il bordo delle maniche e l'orlo. Il tessuto, pesante ma morbido, cadeva elegante sulle sue spalle e accentuava la sua figura.
Jungkook, invece, si trasformò. Indossò gli abiti del Corvo: neri, eleganti, taglienti. Le stesse vesti che per anni avevano seminato paura, le stesse cuciture, la maschera. Ogni gesto mentre si vestiva era preciso, meccanico. Non c'era esitazione.
poi gli porse la mano
taehyung la prese senza esitazione.
gli strinse la mano più forte, e il re demone abbassò lo sguardo su di lui, come se in quel gesto ci fosse tutta la forza che gli serviva per affrontare ciò che li attendeva.
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God.drugs.u
Romansala terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung. il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro. ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
