capitolo 46

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Taehyung si era addormentato senza rendersene conto.

La testa appoggiata sul petto di Jungkook, l'orecchio contro il battito lento e profondo che finalmente non faceva più paura. Le dita ancora intrecciate alle sue, come se anche nel sonno avesse temuto che lasciarlo andare potesse portarlo via.

Il fianco di Jungkook era fasciato stretto.
La benda non era più bianca: il sangue l'aveva macchiata, seccandosi a chiazze scure, quasi nere. L'odore di ferro e di erbe medicinali riempiva la stanza, mescolato al respiro caldo dei due corpi vicini.

Taehyung dormiva male.

Ogni tanto sobbalzava appena, le sopracciglia che si contraevano, la mano che si stringeva istintivamente sul ventre come a proteggere quella vita anche nei sogni.

Poi—
un passo.

Lento. Cauto.

La porta si aprì piano.

Yoongi entrò senza fare rumore, come se anche l'aria potesse svegliarli. Si fermò sulla soglia per un istante, osservando la scena davanti a sé.

E gli si strinse il petto.

Taehyung era piegato su Jungkook, fragile e stremato, il volto ancora segnato dalle lacrime asciutte. Jungkook immobile sotto di lui, ferito, bendato, vivo per miracolo.

Yoongi fece un passo avanti.

Il pavimento scricchiolò appena.

Tae si mosse subito.

Aprì gli occhi di scatto, il respiro che si accelerò per un secondo, la mano che cercò Jungkook come se temesse di non trovarlo più.

«...Kook?» mormorò, ancora mezzo addormentato.

«Ehi,» disse Yoongi subito, abbassando la voce. «Sono io.»

Taehyung sbatté le palpebre, cercando di mettere a fuoco. Quando riconobbe Yoongi, le spalle gli cedettero appena.

«Scusa...» sussurrò. «Mi sono addormentato.»

Yoongi scosse la testa, avvicinandosi al letto.

«Dovevi.»
Poi lo guardò meglio, gli occhi che si soffermarono sul suo volto stanco, sul modo in cui proteggeva il ventre anche da seduto.
«Come stai?»

Taehyung deglutì.

«Io...»
Inspirò piano. «Meglio di prima.»

Una bugia gentile. Per non farlo preoccupare.

Yoongi lo capì lo stesso.

«Il medico è passato,» disse piano. «Ha detto che... ora dipende solo dal risveglio.»

Tae alzò lo sguardo di scatto.

«Solo... dal risveglio?»

Yoongi annuì.

«La ferita è stabile. Non sta peggiorando.»
Pausa.
«Ma ha perso molto sangue. Il corpo deve decidere se tornare.»

Taehyung abbassò lo sguardo su Jungkook.

La mano gli tremò appena mentre gli accarezzava il petto, lento, come a ricordargli come si respira.

«Tornerà,» disse, più a se stesso che a Yoongi.
«Deve.»

Yoongi restò in silenzio un momento.

Poi parlò, con voce più bassa.

«Tae... se ti senti stanco—»

«No.»
La risposta fu immediata.
«Resto qui.»

Yoongi sospirò piano.

«Almeno spostati un po'. Non voglio che ti faccia male stare così. E...»
Esitò.
«Il bambino.»

God.drugs.uLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora