Il tempo aveva steso un velo di seta sulle ferite del passato, trasformando i campi di battaglia in giardini e i vecchi nemici in una famiglia indissolubile.
Erano passati cinque anni, e quel mattino il Regno degli Angeli non sembrava più il luogo algido e severo di un tempo; era vibrante, inondato da una luce dorata che filtrava tra le chiome degli alberi secolari, dove i rami erano carichi di fiori bianchi.
Al centro del giardino reale, una tavola monumentale di marmo bianco e legno di sandalo era stata imbandita.
Jungkook sedeva a capotavola, la sua figura ancora imponente, ma priva di quella tensione oscura che un tempo lo rendeva una minaccia vivente.
Indossava una camicia di seta nera sbottonata sul collo, le maniche arrotolate che mostravano i tatuaggi che risalivano lungo le braccia.
Accanto a lui, taehyung era radioso.
I suoi capelli erano leggermente più lunghi, acconciati con piccole perle intrecciate, ma era il suo viso a catturare ogni sguardo: una luce nuova, una pienezza spirituale che solo la vita che cresceva dentro di lui poteva donargli.
Taehyung portò istintivamente una mano al ventre, ancora non troppo pronunciato ma visibile sotto la veste di lino azzurro.
Era di nuovo incinto, un nuovo piccolo erede che avrebbe ulteriormente sigillato la pace tra i due mondi
«Ancora non ci credo che siamo riusciti a convincere Yoongi a viaggiare fin qui con questo caldo,»
scherzò Hoseok, addentando un frutto succoso mentre Namjoon e Seokjin ridevano di gusto.
«Non è il caldo il problema,» borbottò
Yoongi appoggiando la schiena alla sedia mentre osservava con occhio critico il calice di vino angelico.
«È che mia figlia ha ereditato la testardaggine di Jimin e la mia pigrizia solo quando si tratta di studiare, ma quando deve correre è un terremoto.»
Jimin , seduto accanto a lui, gli diede una gomitata scherzosa.
«Oh, smettila. Hari è perfetta. È solo... vivace.»
Poco distanti dal tavolo, sull'erba soffice, il futuro dei due regni stava prendendo forma tra risate e rincorse.
Hyunbin , a cinque anni, era una copia in miniatura di Jungkook, ma con la dolcezza magnetica di Taehyung.
I suoi occhi bicolore brillavano di malizia mentre teneva in alto una corona di fiori, appena fuori dalla portata della piccola hari.
Hari, la figlia di quattro anni di Yoongi e Jimin, aveva i tratti delicati di Jimin e lo sguardo tagliente del padre.
«Dammela, Bin! È mia! L'ho intrecciata io!» gridò la piccola, cercando di arrampicarsi sulla schiena del bambino.
«Devi prenderla, piccola peste!» ribatté Hyunbin con un sorrisetto sfacciato.
«Mio padre dice che i regali vanno conquistati col valore!»
«Tuo padre dice troppe cose!» urlò Hari, riuscendo finalmente a dargli uno spintone che lo fece ruzzolare sull'erba.
Dalla tavola, Jungkook scoppiò in una risata profonda, osservando la scena.
«Vedi, Tae? Il nostro lupacchiotto è stato abbattuto da una principessa angelo.»
Taehyung sorrise, appoggiando la testa sulla spalla di Jungkook.
«È giusto così. Deve imparare che non si vince sempre con la forza.»
Poi, prendendo la mano dell'Alpha e portandola sul proprio ventre, sussurrò: «Speriamo che questo sia un po' più tranquillo, o ci distruggeranno il castello prima dei dieci anni.»
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God.drugs.u
Romancela terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung. il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro. ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
