capitolo 42

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Jungkook percepì subito qualcosa di strano. Si chinò, lo sguardo duro e severo. «Che succede?» La sua voce era tesa, quasi tagliente. «Perché questa faccia?»

Il medico esitò, come se pesasse le parole sulla lingua, poi le lasciò cadere come pietre in uno stagno.
«Sire...» abbassò appena lo sguardo, ma la voce vibrava nell'aria carica di silenzio. «Il suo compagno... è... incinta.»

La stanza si raggelò. Per un istante, nessuno respirò.

La regina portò una mano alle labbra, gli occhi che si inumidirono di lacrime, incapace di credere a ciò che aveva appena sentito. Jimin, accanto a lei, spalancò gli occhi e fece un passo indietro, la bocca socchiusa in un silenzioso «oh».

Tae rimase immobile, il cuore che gli martellava nel petto. Le dita tremavano sopra le coperte, mentre lo sguardo si perdeva nel vuoto. Non sapeva se ridere, piangere, avere paura o sentirsi grato. Non aveva mai immaginato che potesse accadergli qualcosa di simile. «Io...» sussurrò, ma la voce gli morì in gola.

Jungkook lo fissava. In quel silenzio irreale, anche il suo respiro sembrava farsi pesante, spezzato. Scioccato, sì, travolto da una marea di emozioni. Il demone che aveva giurato di proteggere tutto e tutti, l'uomo che viveva di rabbia e guerra, adesso sentiva un calore diverso nel petto. Una fiamma che bruciava di gioia e paura allo stesso tempo.

Fece un passo indietro, come per prendere fiato, poi tornò subito vicino a Tae, prendendogli la mano tra le sue. Le nocche ancora segnate di sangue tremavano, ma il suo tocco era dolce. Gli occhi rossi, non di furia questa volta, ma di emozione.

«Sta... sta scherzando, vero?» chiese Taehyung con un filo di voce, lo sguardo smarrito che oscillava tra il medico e Jungkook. Le sue dita si serrarono sulle coperte, il cuore che gli martellava nelle orecchie.

Il medico scosse appena il capo, la sua espressione rimase ferma, professionale ma pervasa da una cautela evidente. «No, principe... non sto scherzando. Lei aspetta un bambino. I sintomi che descrive, i cambiamenti ormonali che ho riscontrato durante il controllo... tutto corrisponde. È una gravidanza.»
Fece una breve pausa, come se le parole stesse pesassero anche su di lui, poi aggiunse: «Di solito gli omega hanno una certa sensibilità, un istinto che li guida... non capisco come non l'abbia percepito.»

Tae scosse la testa lentamente, come se volesse scacciare un sogno troppo assurdo. «Io... pensavo fosse solo stress...» mormorò, abbassando lo sguardo. «Ho passato settimane così difficili, con tutto quello che stava succedendo... Non avrei mai... mai immaginato che potesse trattarsi di una gravidanza.»

«Invece si sbagliava...» disse il medico con voce calma, quasi compassionevole.

Le parole si spensero nell'aria come un tuono lontano, lasciando dietro di sé un silenzio carico e irreale. Persino Jimin trattenne il fiato, gli occhi grandi e spalancati verso il fratello. La regina non osava muoversi, con le mani ancora posate sulle gambe di Tae, come per tenerlo ancorato alla realtà.

Jungkook, invece, non distolse lo sguardo da Taehyung. Ogni fibra del suo corpo vibrava, diviso tra lo shock e una gioia che gli bruciava dentro senza che riuscisse ancora a comprenderla appieno.

Poi si voltò verso gli altri. Non c'era durezza nella sua voce, né il comando freddo del sovrano. Era calmo, ma fermo. «Per favore... lasciateci soli un momento.»

Jimin spalancò la bocca, pronto a protestare, ma quando incrociò lo sguardo del Re Demone si bloccò. Non era quello del condottiero inflessibile, ma quello di un uomo che voleva proteggere un istante fragile. «Va bene...» mormorò, e si alzò piano.

La regina esitò. Il suo sguardo si posò sul figlio, lucido di lacrime che non riusciva a trattenere. «Vuoi che rimanga?» chiese con voce dolce, quasi colpevole.

God.drugs.uLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora