La sala era immersa in una quiete pesante. Solo il lieve crepitare del fuoco nel camino rompeva il silenzio. Taehyung sedeva su una poltrona vicino alla finestra aperta, lo sguardo perso nel buio della notte. Il vento leggero gli muoveva i capelli, ma lui non se ne curava.
Jimin entrò in punta di piedi, una coppa di vino in mano, e si sedette senza dire nulla. Lo conosceva abbastanza bene per sapere che avrebbe parlato appena fosse stato pronto.
E quel momento arrivò.
Taehyung abbassò gli occhi, la voce bassa e impastata di pensieri.
«Lo so chi è il Corvo, Jimin.»
Jimin lo guardò, le labbra serrate, pronto a lasciarlo sfogare.
Taehyung inspirò a fondo.
«mi ricordo che Era uno degli uomini di fiducia di mio padre. Sempre presente, sempre un passo dietro di lui. Sembrava... leale. E invece... ha tradito il padre di Jungkook. Ha venduto il suo giuramento. E ora è tornato... dalla mia famiglia.»
Alzò lo sguardo, occhi lucidi ma carichi di rabbia.
«Ed è questo che mi distrugge. Che il sangue del mio sangue... stia usando un uomo del genere. Un traditore, un verme. Perché? Cosa vogliono da me? Perché non riescono a lasciarmi andare?»
Jimin strinse la coppa, restando in silenzio.
Taehyung scosse la testa, la voce che gli tremava appena.
«Jungkook sta rischiando la vita per me. Di nuovo. E io... una parte di me sente questo schifo nel petto. Sono i miei genitori, Jimin. È mio fratello. E anche se so di non doverlo più, una parte di me... vorrebbe capire. Vorrebbe sapere se dietro a tutto questo c'è ancora una briciola di amore o solo potere.»
Si passò una mano tra i capelli, frustrato.
«E poi... ho paura per lui. Perché conosco il Corvo. È infido. Sa muoversi, sa come nascondersi, sa come colpire. E se dovesse fargli del male... se Jungkook...»
Si fermò, la gola che gli si chiudeva.
Jimin lo fissò, poi posò la coppa e si avvicinò, inginocchiandosi davanti a lui. Gli prese le mani tra le sue.
«Tae, ascoltami bene. Tu non devi sentirti colpevole di quello che sta succedendo. Loro hanno deciso di voltarti le spalle. Non tu. E Jungkook... sì, sta rischiando la vita. Ma lo fa perché ti ama. Perché sei il suo predestinato, il suo compagno. Non lo farebbe per nessun altro.»
Taehyung abbassò lo sguardo, mordendosi il labbro.
«Non voglio perderlo, Jimin.»
«E non lo perderai.» rispose deciso l'altro.
«È il re demone, Tae. Se c'è qualcuno che può tornare da una notte come questa... è lui. Ma tu devi essere forte per quando tornerà. Devi mostrargli che non sei più la pedina della tua famiglia. Che il loro potere su di te è finito.»
Taehyung annuì piano, il cuore ancora pesante ma grato per quelle parole.
«Hai ragione... Ma è così difficile, Minnie.»
Jimin gli strinse le mani, un sorriso stanco.
«Lo so. Ma io sono qui. E lo sarò sempre.»
Taehyung tirò un respiro profondo, chiudendo gli occhi un istante.
Poi li riaprì e finalmente, per la prima volta in quella notte, accennò un piccolo sorriso.
«Grazie.»
Jimin si alzò, sistemandogli una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
«Dai... vieni a bere qualcosa. Almeno finché lui non torna. E se serve, mi faccio portare anche del dolce.»
Taehyung rise piano, una risata stanca ma sincera.
«Solo se è al miele.»
«Solo al miele.» confermò Jimin, prendendogli il polso e trascinandolo via dal davanzale.
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God.drugs.u
Romancela terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung. il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro. ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
