Le porte del castello si spalancarono con un lamento profondo, come se l'intera struttura volesse implorare i cavalieri di non andare verso quel destino.
L'aria della notte li investì di colpo: fredda, tagliente, satura di tempesta.
I cavalli scalpitavano, percependo la tensione dei loro padroni.
Il metallo delle armature, le redini tirate, il suono secco delle fibbie che venivano allacciate... ogni cosa vibrava di guerra imminente.
Jungkook montò per primo.
Il suo cavallo nero, enorme, agitava la testa e sbuffava fumo come se fosse una creatura infernale.
Lui, sopra la sella, sembrava plasmato dalla stessa oscurità.
Occhi eterocromatici che bruciavano: il rosso una brace di collera viva, l'azzurro un taglio di ghiaccio.
Non c'era alcun legame di sangue tra lui e il Re Kim.
Solo odio.
Un odio così puro da annerire tutto ciò che sfiorava.
Yoongi montò alla sua sinistra, silenzioso e vigile.
Seokjin alla sua destra, la mascella serrata, il volto contratto in una tensione che non mostrava da anni.
Le truppe scelte e le fate si disposero dietro di loro come un'unica lama affilata.
«Partiamo,» disse Jungkook, e la sua voce fu un colpo secco, un ordine che tagliò la notte.
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Il galoppo cominciò lento, poi prese ritmo, poi diventò una corsa costante, pesante, ipnotica.
Gli zoccoli battevano nel buio come martelli forgiati nel fuoco.
Le mantelle sventolavano come ali nere.
Il vento strappava i capelli dagli elmi, gelido, cattivo, pieno dell'odore delle Montagne Rosse.
Jungkook non parlava.
La sua mente era un vortice di immagini: i bambini prigionieri... la bestia sotto il tempio... il Re Kim che pronunciava parole proibite.
Ogni pensiero alimentava la sua furia.
Yoongi continuava a fissare la vegetazione ai lati della strada.
Sapeva che non erano soli.
Lo percepiva nel modo in cui gli animali si immobilizzavano al loro passaggio... nei silenzi sospesi... nelle ombre che sembravano respirare.
Fu Seokjin a romperlo, quel silenzio.
«Siamo ancora nel territorio esterno... ma da qui in avanti ci osserveranno. Vampiri, sicuro.»
«Lascia che guardino,» mormorò Jungkook, senza voltarsi.
«Li sto aspettando.»
Il vento si fece più forte.
La strada si stringeva, gli alberi crescevano più contorti, le ombre più spesse.
I cavalli rallentarono.
Le fate alzarono gli archi.
Yoongi sollevò una mano, silenzioso, indicando un punto tra i rami.
Un fruscio.
Una forma scura.
Un respiro non umano.
E allora accadde.
Qualcosa scattò tra gli alberi, velocissimo.
Una figura.
Un vampiro.
Prima che chiunque potesse estrarre un'arma, Jungkook era già balzato giù dal cavallo.
Il suono dell'atterraggio fu un tuono.
In un battito di ciglia fu addosso alla creatura.
Il vampiro ringhiò, mostrando denti lunghi, occhi sbiancati dalla fame.
«STAVI SPIANDO IL MIO REGNO?» ruggì Jungkook, la voce che crepitava come fiamme.
La creatura non rispose: scattò verso Jungkook con artigli alzati.
Errore.
Jungkook lo afferrò per la gola a mezz'aria.
Il vampiro cercò di divincolarsi, digrignando denti, ma non riuscì nemmeno a sfiorarlo.
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God.drugs.u
Romancela terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung. il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro. ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
