la terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung.
il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro.
ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
Il silenzio della stanza fu infranto da un tonfo sordo. Un'imprecazione soffocata risuonò tra le mura di pietra scura, seguita da un lamento sommesso.
Il Re Demone socchiuse gli occhi, infastidito dalla brusca interruzione del sonno. Un brontolio basso risalì dal petto mentre si girava nel letto, le lenzuola scivolando via dal suo corpo ancora avvolto dal tepore della notte. Si aspettava di trovare Taehyung accanto a sé, avvolto nelle coperte come sempre, il viso rilassato nel sonno profondo.
Ma il letto era vuoto.
Sollevò la testa, le sopracciglia aggrottate, e abbassò lo sguardo verso il pavimento.
Lì, tra le lenzuola aggrovigliate, il Principe Taehyung giaceva a terra, un'espressione tra lo stordito e l'offeso dipinta sul volto. I capelli argentei erano un disastro, arruffati in tutte le direzioni, e i suoi occhi chiari, ancora velati dal sonno, fissavano il soffitto come se cercasse di comprendere cosa fosse appena successo.
Il Re Demone sbuffò, portandosi una mano al viso. "Per l'oscurità, Taehyung..."
Il principe sbatté le palpebre, poi sollevò lo sguardo su di lui con un cipiglio accigliato. "Perché il letto è così alto?"
Il Re Demone incrociò le braccia sul petto, osservandolo dall'alto con un'aria esasperata. "Forse perché non è fatto per principi che si agitano nel sonno come se stessero combattendo una battaglia."
Taehyung gli lanciò un'occhiata torva prima di cercare di districarsi dalle lenzuola che gli avevano intrappolato le gambe. Con un certo sforzo, riuscì finalmente a rimettersi in piedi e a risalire sul letto, cercando di conservare un minimo di dignità.
Appena fu di nuovo sotto le coperte, si avvicinò al Re Demone, avvolgendosi nel suo calore con un sospiro soddisfatto.
"Non dire niente," mormorò, la voce impastata dal sonno mentre si rannicchiava contro il suo petto. "Voglio dormire ancora un po'."
Il Re Demone lo guardò per un lungo istante, sentendo il suo respiro lento e regolare contro la propria pelle. Poi, con un gesto quasi involontario, abbassò una mano e la posò sulla schiena di Taehyung, accarezzandolo distrattamente.
"Se cadi di nuovo, ti lascio lì," brontolò, anche se il tono della sua voce tradiva la verità.
Taehyung sorrise appena, senza nemmeno aprire gli occhi. "No, non lo farai."
E aveva ragione.
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Quando si svegliarono di nuovo, la luce filtrava attraverso le pesanti tende scure. Ma non era più quella tenue dell'alba. Era più forte, più calda.
Troppo calda.
Il Re Demone socchiuse gli occhi, il cervello ancora annebbiato dal sonno. Sentiva il peso familiare di Taehyung ancora addosso a lui, la sua testa posata sulla sua spalla, il corpo rilassato e completamente abbandonato contro il suo.