capitolo 69

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Il caos esplose nella sala del trono, trasformando quello spazio di potere in un campo di battaglia per la vita.

Le grida di Namjoon e l'aura feroce di Yoongi misero in moto i guaritori angelici, che accorsero terrorizzati, ma consapevoli che la vita del Re Demone era l'unico filo che separava il loro regno dalla distruzione totale.

Jungkook era steso sul marmo freddo, la testa abbandonata sulle gambe di Taehyung.

Il suo respiro era diventato un fischio sottile, quasi impercettibile.

«RESTA CON ME!» urlò Taehyung, incurante del sangue che ormai gli copriva completamente le mani e la veste.

«Jungkook, guardami! È un ordine! Non puoi lasciarci proprio ora!»

Yoongi stava premendo con tutto il suo peso sul fianco del Re, le nocche bianche per lo sforzo.

Alzò lo sguardo iniettato di sangue verso i medici che si stavano avvicinando con bacili d'acqua e bende di seta.

«Se non lo salvate,» sibilò Yoongi con una voce che fece tremare le pareti, «vi darò personalmente in pasto alle ombre. Iniziate subito!»

La Regina si era allontanata di pochi passi, stringendo Hyunbin al petto.

Il bambino piangeva disperato, le sue piccole grida sembravano richiamare l'anima del padre che stava scivolando via.

La Regina gli sussurrava preghiere antiche, cercando di infondergli calma, mentre le sue lacrime cadevano silenziose sui capelli scuri del neonato.

Jimin si era inginocchiato accanto a Taehyung, passandogli un braccio intorno alle spalle per sostenerlo.

«Tae, devi lasciarli lavorare... sposta le mani, tata, lasciali fare.»

«No! Se lo lascio se ne va!» ribatté Taehyung con gli occhi pieni di lacrime , finché Seokjin non si avvicinò, prendendogli con forza ma dolcezza i polsi.

«Taehyung, guardami. Se vuoi che viva, devi fargli spazio. I guaritori sanno cosa fare. Prega per lui, ma lasciali passare.»

I medici si inginocchiarono intorno a Jungkook.

Iniziarono a recitare incantesimi di guarigione, le loro mani che brillavano di una luce dorata mentre cercavano di sigillare i vasi sanguigni recisi dalla lama del Re Kim.

Il contrasto tra la luce angelica e l'oscurità del sangue demoniaco creava una nebbia densa e sfrigolante.

«Ha perso troppo sangue,» mormorò il capo dei guaritori, il sudore che gli imperlava la fronte.

«Il suo corpo sta rifiutando la magia angelica, è troppo puro per la sua natura oscura. Dobbiamo fare alla vecchia maniera. Cucite la ferita! Subito!»

Taehyung guardò il viso di Jungkook. Era diventato bianco come il marmo sottostante, le labbra screpolate e bluastre.

In quel momento, il Re Demone aprì uno spiraglio di occhi. Non c'era più il rosso della furia, né l'azzurro del comando. C'era solo una stanchezza infinita.

«Tae...» la sua voce fu appena un soffio, un battito d'ali morente.

«Sono qui, Jungkook. Sono qui,» rispose Taehyung, chinandosi per baciargli la fronte gelida.

«Proteggi... lui...» disse Jungkook, muovendo appena gli occhi verso il punto in cui sapeva esserci suo figlio.

Poi, con un ultimo sospiro che sembrò svuotargli il petto, le sue palpebre si chiusero del tutto e la sua testa ricadde pesante di lato.

«NO! JUNGKOOK!»

Il grido di Taehyung squarciò la sala, mentre il battito del Re Demone sembrava essersi fermato.

God.drugs.uLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora