Le porte delle segrete si richiusero alle loro spalle con un gemito lungo, come se anche le pietre avessero trattenuto il fiato. Il corridoio, umido e silenzioso, li inghiottì uno alla volta. Jungkook camminava avanti, lo sguardo fisso e duro. Taehyung dietro, rigido, pallido come marmo.
Le dita dell'omega tremavano. Il passo era lento, incerto. Ogni suono intorno a lui sembrava ovattato, come se il mondo stesso avesse perso consistenza.
Appena varcarono l'arco del salone, Jimin corse verso di loro.
«Tae!»
Il nome gli uscì di gola come un sussurro spezzato.
Gli occhi di Taehyung si alzarono, ma non c'era calore dentro. Solo un'ombra fissa, assente. Quando Jimin cercò di abbracciarlo, Taehyung fece un mezzo passo indietro.
«Lasciami stare.»
«Tae, per favore—»
Ma Taehyung lo interruppe. «Non voglio parlare. Non ora. Non con nessuno.»
Il tono era piatto, quasi assente. Ma bastò quello a spezzare Jimin.
Poi accadde. Il corpo dell'omega tremò, le ginocchia cedettero come vetro sotto pressione.
«Tae!»
Jimin fece un passo avanti, ma Jungkook lo anticipò. Con un movimento rapido e deciso, lo prese in braccio.
«Non avvicinatevi,» ringhiò, fissando Yoongi e Jimin. «Sta con me.»
Taehyung non protestò. Non disse nulla. Solo si aggrappò alla veste del Re Demone, il viso nascosto contro il suo petto, mentre le lacrime silenziose cominciavano a bagnargli la pelle.
Jungkook salì le scale come un'ombra, portandolo via da tutto.
⸻
La stanza era silenziosa.
Jungkook lo posò con lentezza sul letto, come se fosse fatto di porcellana. Lo coprì, gli aggiustò il cuscino, restò seduto accanto a lui in attesa che parlasse.
Ma Taehyung non disse nulla.
Si limitò a girarsi di spalle. Una sola frase, bassa, spezzata.
«jungkook .»
«piccolo...»
«puoi uscire? » ripeté. «voglio stare solo.
per favore. »
Jungkook si morse l'interno della guancia. Rimase fermo, immobile, per diversi secondi.
«va bene ma Se mi chiami, arrivo. Anche se non dici niente. Anche se è solo un respiro. Hai capito?»
Taehyung non rispose.
poi Jungkook uscì chiudendo la porta dietro di sé con un rumore sordo.
⸻
In sala, Jimin si era seduto solo per obbligo. I gomiti sulle ginocchia, le mani nei capelli. Appena vide tornare Jungkook, balzò in piedi.
«Com'è?! Come sta?! Perché non mi ha nemmeno guardato?!»
«Perché è distrutto.»
Jungkook non girò intorno. Le parole gli uscirono secche, affilate. «Quello che ha sentito oggi lo ha spaccato. Da dentro.»
Jimin si immobilizzò. «Cosa gli ha detto?»
«Che suo padre non lo ha mai voluto. Che il fratello, quello che amava più di chiunque altro, ha collaborato con chi voleva strapparlo via. Che tutta la sua vita è stata costruita su menzogne e opportunismi.»
Il silenzio calò pesante.
Yoongi abbassò lo sguardo. «E il Corvo ha detto tutto questo... senza filtri?»chiese jimin
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God.drugs.u
Romancela terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung. il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro. ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
