la terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung.
il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro.
ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
Era passata una settimana da quel pomeriggio magico nei giardini, ma la pace che regnava nella camera reale sembrava sospesa nel tempo.
La luce timida del mattino filtrava attraverso le pesanti tende di velluto, proiettando scie di polvere dorata sul grande letto.
Jungkook fu il primo a riemergere dal sonno. Non si mosse, restando perfettamente immobile per non spezzare l'incantesimo di quel groviglio di respiri e calore che lo circondava.
Tra le sue braccia possenti, rannicchiato contro il suo petto, c'era il piccolo Hyunbin.
Il bambino dormiva profondamente, con il sigillo della casata dei Demoni che brillava fiocamente sulla sua camicina di lino.
Accanto a loro, Taehyung era un'immagine di pura grazia: abbracciava il piccolo con un braccio e teneva l'altra mano appoggiata sulla spalla di Jungkook, quasi a voler sigillare quel legame anche durante il riposo.
Jungkook abbassò lo sguardo sul figlio e non poté fare a meno di sorridere.
Era incredibile. Hyunbin, nel sonno, era la copia esatta di Taehyung.
Aveva lo stesso identico broncio adorabile, le labbra leggermente sporgenti e quell'espressione serena che sembrava ignorare tutte le tempeste del mondo esterno.
«Sei proprio uguale a lui...» pensò il Re Demone, sentendo un'ondata di protezione così forte da fargli quasi male al petto.
«Hai la sua anima riflessa sul viso.»
Con estrema lentezza, Jungkook allungò una mano per scostare una ciocca di capelli dalla fronte di Taehyung.
Quel tocco leggero, quasi impercettibile, fu sufficiente a risvegliare l'omega.
Taehyung emise un piccolo gemito sommesso, le ciglia lunghe che tremarono prima di schiudersi lentamente.
I suoi occhi, ancora velati dal sonno, incontrarono immediatamente quelli di Jungkook.
Un sorriso pigro e dolcissimo gli illuminò il volto non appena si rese conto di dove si trovasse.
«Buongiorno...» sussurrò Taehyung, la voce roca e calda di chi ha appena smesso di sognare.
Si sporse leggermente per sbirciare il fagottino addormentato tra loro due. Vedendo Hyunbin con quel broncio identico al suo, Taehyung ridacchiò piano, strofinando il naso contro la spalla di Jungkook.
«Ti sta fissando da molto?» chiese Tae, riferendosi al Re.
«Ti stavo fissando io,» rispose Jungkook, attirandoli entrambi un po' più vicini. «Stavo pensando che ho creato un piccolo esercito di persone con il broncio. Come farò a governare se voi due mi guardate così ogni mattina?»
Taehyung sollevò lo sguardo, i suoi occhi brillavano di amore. «Non devi governare noi, Jungkook. Tu sei già il nostro Re. Ma qui dentro...»
sfiorò il cuore di Jungkook con le dita, «...sei solo il mio Alpha e il papà di questo piccolo testardo.»
Jungkook chinò il capo e gli baciò la fronte, respirando il profumo di Taehyung e quello di latte di Hyunbin.
Era il silenzio prima della partenza per il confine, ma in quel letto, il mondo era finalmente al suo posto.
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