L'indomani mattina il sole non aveva ancora del tutto varcato la soglia delle pesanti tende di velluto quando un sussulto violento scosse il corpo di Taehyung. Non fu un calcio del bambino, stavolta, ma un'ondata di nausea così acida e improvvisa da fargli mancare il fiato.
Con un gemito strozzato, Tae si rotolò fuori dalle coperte. Il dolore al bacino e il peso della pancia al sesto mese lo resero goffo, ma l'urgenza era troppa.
Raggiunse il bagno della camera reale inciampando nei propri passi, cadendo in ginocchio davanti alla ceramica fredda proprio mentre il primo conato lo squassava interamente.
Non passò neanche un secondo che sentì una presenza calda e solida alle sue spalle.
Jungkook, che non aveva smesso di vegliare su di lui nemmeno nel sonno, era lì. Senza dire una parola, si inginocchiò dietro di lui, una mano ampia e ferma sulla sua schiena e l'altra impegnata a raccogliere i capelli grigi di Taehyung in un unico fascio, scostandoli dal viso sudato per evitare che si sporcassero.
«Espelli tutto, piccolo... ci sono io. Buttalo fuori,» mormorò Jungkook con una voce che era un graffio di velluto, mentre Taehyung continuava a rimettere, il corpo scosso da tremiti violenti.
Quando finalmente la nausea gli concesse una tregua, Taehyung si accasciò contro il petto di Jungkook, sfinito.
Il Re lo sollevò come se fosse fatto di piuma, sedendosi sul pavimento e cullandolo tra le gambe, mentre con un panno umido e fresco gli puliva il viso e le labbra.
Fu in quel momento che Taehyung crollò. Non fu un pianto silenzioso, ma uno sfogo disperato, fatto di singhiozzi che gli mozzavano il respiro.
«N-non ce la faccio più, Jungkook...» piagnucolò, nascondendo il viso nell'incavo del collo dell'Alpha, bagnandolo con le sue lacrime.
«È troppo difficile... fa tutto male. La schiena mi sta uccidendo, sento il fondoschiena come se fosse andato in pezzi e non riesco a fare due passi senza sembrare... sembrare una balena spiaggiata!»
Jungkook gli baciò la tempia, stringendolo più forte. «Non sei una balena, sei la creatura più bella che io abbia mai—»
«No! Tacile!» lo interruppe Tae, la voce rotta da un singhiozzo nervoso.
«Sono sempre stanco, ma non riesco a dormire perché lui decide di fare i tornei di lotta proprio quando chiudo gli occhi! E poi ho sempre fame, ma appena mangio tutto torna su! Sono nervoso, mi viene da urlare contro chiunque e mi sento... mi sento un mostro gonfio!»
Jungkook lo guardò con una tenerezza che avrebbe fatto tremare i suoi generali. Sapeva che in quel momento Taehyung aveva bisogno di ridere, di uscire da quel tunnel di disperazione ormonale.
«Beh,» esordì il Re Demone, con un sorrisetto sghembo.
«Sei un "mostro gonfio" estremamente sexy, se proprio dobbiamo essere precisi. E per quanto riguarda i tornei di lotta...»
Jungkook abbassò lo sguardo verso il pancione di Taehyung, che sussultava per i singhiozzi, e ci posò la mano sopra.
«Ehi, tu. Sì, parlo con te, piccolo teppista.»
Taehyung tirò su col naso, guardandolo con gli occhi rossi per il pianto.
«Senti un po',» continuò Jungkook, parlando direttamente alla pancia con tono autoritario ma scherzoso.
«Tua madre si sta lamentando, e sai che quando la regina è arrabbiata, il re finisce nei guai. Quindi, vedi di darti una calmata o appena esci ti metto a fare la guardia ai confini del regno per punizione.»
Immediatamente, un calcio potente colpì il palmo di Jungkook, così forte da essere visibile attraverso la pelle tesa.
«Ah! Mi ha risposto male!» esclamò Jungkook, fingendosi offeso e sgranando gli occhi.
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God.drugs.u
Romansla terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung. il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro. ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
