L'indomani mattina la luce filtrava morbida tra le tende.
Jungkook aprì gli occhi lentamente. Il fianco tirava ancora... ma non abbastanza da impedirgli di sorridere.
Abbassò lo sguardo.
Tae dormiva sulla sedia accanto al letto, la testa appoggiata al materasso, le dita intrecciate alle sue. Il pancino appena arrotondato protetto dal braccio.
Jungkook inclinò la testa, osservandolo in silenzio.
Poi un sorrisetto lento, pericoloso.
«Tae...» sussurrò con voce bassa.
Un mugolio.
«Mostriciattolo...»
«Mh...» Tae si mosse appena, senza aprire gli occhi.
Jungkook strinse leggermente la sua mano. «Vieni qui.»
«Sono già qui...»
«No. Qui.» fece un piccolo movimento con il braccio, indicando il letto accanto a sé.
Tae aprì un occhio, sospettoso. «Hai il fianco ferito.»
«E infatti voglio che ti metti accanto a me. Così non rischio di muovermi male e urtare il bambino.»
Tae si sollevò lentamente. «Non ti fidi di te stesso?»
Jungkook fece un mezzo sorriso malizioso. «Mi fido. È proprio quello il problema.»
Tae arrossì leggermente. «Se ti fai male non è colpa mia.»
«Non mi faccio male.» sussurrò Jungkook con voce roca.
Con cautela Tae si alzò e si infilò nel letto accanto a lui. Jungkook si spostò piano, trattenendo un piccolo respiro quando il fianco tirò... ma non lo diede a vedere.
Appena Tae si sistemò di lato, attento al pancino, Jungkook lo circondò subito con un braccio, tirandolo contro il petto.
«Così.» mormorò soddisfatto.
Tae appoggiò la testa sul suo petto. «Non stringere troppo.»
«Non sto stringendo.»
Stava stringendo.
Le dita di Jungkook scivolarono lente lungo la sua schiena, poi più in basso, con movimenti lenti, studiati.
Tae alzò lo sguardo. «Non iniziare.»
«Non ho iniziato niente.»
Gli sfiorò il collo con il naso, poi lasciò un bacio lento sotto l'orecchio.
Tae trattenne il respiro.
«Jungkook...»
«Mh?» la voce era più bassa adesso.
Le labbra del re demone scesero lungo la linea della mascella, poi tornarono sulle sue, cercandole con più decisione.
Il bacio si fece più profondo, più caldo.
Jungkook lo attirò ancora più vicino, attento al pancino ma decisamente meno innocente.
Le sue dita si insinuarono sotto la stoffa della veste, lente, maliziose.
Tae si staccò di pochi centimetri, il respiro già un po' irregolare. «Hai una ferita.»
«Ho anche una bocca.» ribatté Jungkook, tornando a baciarlo.
Tae gli diede una piccola spinta sul petto. «Non fare il furbo.»
Jungkook sorrise contro le sue labbra. «Sto solo verificando che tutto il resto funzioni perfettamente.»
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God.drugs.u
Romancela terra è dominata da cinque regni totali: i kim, i jeon, i min, i park e i jung. il potere più grande però era tra le mani del regno kim e quello dei jeon derivante da un'eterna lotta tra di loro. ma all'interno di questa guerra, jungkook e taeh...
