Le lezioni sono state lunghissime e non ci ho capito un cazzo. Riuscivo solo a pensare alla faccia da stronzo di Michael che a prima e seconda ora non si è presentato.
Nei corridoi cammino con le ragazze che hanno saputo da Marika la causa del mio malumore momentaneo. Ad un certo punto incontro Kendall che mi ferma.
"Dobbiamo parlare" mi dice.
"Che vuoi?" Chiedo io.
"Sai cosa voglio dirti" i suoi occhi verdi e dolci mi guardano con intesa e si, so cosa c'è. Senza troppe storie mi allontano dal gruppo e ci mettiamo in un angolo dove nessuno ci vede o sente.
"Ma hai idea di come è ridotto Justin? Chi hai mandato? Cosa gli hanno fatto?" Mi chiede velocemente.
"Ma vaffanculo Kendall tu non hai visto com'era ridotta Eleonora piuttosto, quello stronzo se l'è scopata e poi l'ha trattata a merda" rispondo per i toni al ragazzo.
"Fatto sta che se lui avesse le prove ti denuncerebbe. Chi è stato?" Sbuffo rumorosamente.
"Io, Flaviola e Linda" rispondo alzando gli occhi al cielo.
"Ma siete pazze? Avrebbe potuto farvi male..."
"Kendall senti, posso capire che sei agitato e tutto ma è davvero una giornata nera, sono incazzatissima e adesso tieniti queste cose per te ok?" Lo lascio così e me ne vado.
"Che voleva Kendall?" Mi chiede Linda.
"Lo sai.." le faccio spallucce passando. Lei e Flaviola si guardano.
Cammino dritta fino ad arrivare all'aula di musica che è fortunatamente vuota e mi nascondo nello sgabuzzino degli strumenti per stare sola. Salterò la prossima ora.
"Luogo carino" una voce mi fa sobbalzare.
Anche con la poca luce vedo subito il rosso di quei capelli e la pelle chiarissima del ragazzo.
"Che ci fai qui?" Gli chiedo.
"Potrei farti la stessa domanda" vuole giocare?
"Sì ma l'ho chiesto prima io" incrocio le braccia.
Alza le braccia e mi fa notare che teneva una chitarra. Sa suonare.
"Oh.." esclamo sorpresa.
"E tu?" Mi chiede lui.
Sfilo dalla tasca dello zaino un pacchetto di sigarette e le cuffie.
"Non usano questa stanza di mattina e poi non controllano mai" gli spiego portando una sigaretta alle labbra e sedendomi sullo sgabello della batteria.
"Quindi solo per una sigaretta e una canzone?" Mi chiede conferma lui e io faccio spallucce. Non sto certo a dirgli i miei problemi.
"Tu avevi solo voglia di strimpellare?" Chiedo io e lui sorride.
Passa qualche minuto fra note sottili e qualche aspirata.
"Perché ti comporti così?" Rompo il silenzio.
"Come?" Michael ferma le dita.
"Sai come, come se io ti avessi fatto qualcosa, come se odiassi tutte le mie amiche e le persone di questa scuola quando non conosci nessuno"
"Sono così e non ho mai detto che odio nessuno" adesso che fa? Non ha più il coraggio di guardarmi negli occhi.
"Ma ti sei sentito stamattina?"
"Già, neanche tu sei stata molto cordiale" ribatte.
"Scherzi? Mi hai fatto capire che per te non sono una con cui vale la pena passare il tempo, cosa dovevo dirti?" Alzo la voce, giuro che mi fa perdere la pazienza.
"Già ma non l'ho detto"
Cosa?
Rimango a fissarlo qualche secondo in quegli occhi così diversi da venerdì sera. Sono più dolci e grandi.
"Giuro che non ti capisco" confesso.
"Raramente qualcuno ci riesce" mi dice lui.
"Posso capirlo" sussurro.
"Ad ogni modo, ho solo la luna storta oggi, niente di personale" continua poi.
"Non ci credo, ti comporti sempre così" gli faccio notare.
"Senti, Vicky è difficile capirmi, a volte non ci riesco nemmeno io, non so scusarmi per il mio carattere perché non intendo fare del male a qualcuno, lo faccio e basta, quindi tu e le tue amiche sareste solo l'ennesimo incidente di percorso, mi spiace ma è cosi" lascia la chitarra appesa con le altre e lascia anche me appesa così, a soppesare le sue parole.
Chi sei Michael Clifford? Perché sei così? Perché non ti fai avvicinare? Perché hai messo piede in questa scuola? Perché sei entrato nella mia vita lasciandomi tutte queste domande?
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You Need Love || Michael Clifford
Fan-FictionVicky aveva una vita perfetta anche se leggermente piatta, non le dispiaceva. Aveva le sue amiche, un ragazzo, era una popolare cheerleader e nessuno poteva minimamente disturbarla. Fino a quando Michael Clifford mise piede nella sua scuola con i s...
