I wish I could say all these words
All these things that your heart never heard.
But I saw the pain in your eyes and it sealed my lips
-Shadow, Austin Mahone.
Capitolo 101
Per quanto trovi poetica la visuale fuori dal finestrino, la strada, gli alberi, il sole che splende contro il vetro, non riesco più a guardarla con gli occhi di prima, c'è malinconia e la consapevolezza che la mia libertà momentanea sia finita.
"Vic dai non fare così, prova almeno a sorridere" mi prende in giro, facile per lui.
"Sai come sono fatta, il pensa positivo non mi si addice" lo faccio ridere e lui mi dà una pacca giocosa sulla spalla per scuotermi.
"Ma devo ammettere che mi sei mancato James" improvvisamente lo abbraccio.
"Anche tu mi sei mancata peste, la South High School non era più la stessa senza la capo cheerleader" lui ricambia l'abbraccio e sono contenta di poter di nuovo sentire il suo calore, mi dà quella sicurezza che mi serve per poter riaffrontare il primo giorno di scuola da quando sono scappata.
Fino all'arrivo a scuola lui e Kendall mi raccontano quello che mi sono persa e io sono troppo contenta di essere tornata alla normalità con questi due ragazzi che hanno reso i miei ultimi quattro anni un po' più piacevoli a scuola. Ho provato a fare lo stesso per le ragazze, spero di esserci riuscita in qualche modo.
Ci salutiamo alla fermata dello scuolabus dove loro raggiungono la squadra e io provo a scollare Flaviola da Cameron, non so come siano diventati più appiccicosi da quando hanno fatto pace. Beh, con tutte le rose che Cameron ha fatto trovare a Flaviola al ritorno dall'aeroporto anche la più dura delle ragazze si sarebbe sciolta e Flaviola, anche se arrabbiata con lui, sa benissimo che lo ama da morire.
"Buongiorno capitano!" le ragazze mi salutano allegre. Arrivo un secondo prima della campanella.
"Sempre in ritardo Vicky" Mary scuote la testa e io rido colpevole.
Nel corridoio tutti gli studenti ci salutano, ci fanno cori di trionfo quando passiamo e si congratulano. Ciliegina sulla torta: il preside è fermo nel bel mezzo dell'atrio ad osservare la nostra coppa dorata appena vinta ma già esposta, con tanto di nomi affianco su una specie di albo d'oro.
"Ma guarda chi c'è, le mie atlete preferite" l'uomo ci fa un applauso e si congratula per l'ennesima volta. "Dovete essere fiere" ci dice tipo quattro volte, e lo sono davvero viste le circostanze.
"Ci vediamo a pranzo" dico poi alle ragazze mentre mi dirigo al mio armadietto per prendere il libro e il quaderno di letteratura.
Arrivata all'anta 1036, la mia, trovo un fiore bellissimo incastrato, sui toni del rosa e del viola, con un biglietto appeso.
Non essere troppo triste per essere tornata a scuola, anche io scrivo con una penna di veleno ma guarda il lato positivo, almeno tu sei la star della scuola adesso Alien.
-M
Sorrido al biglietto e mi porto il fiore davanti alle labbra. Michael...
"Buongiorno" mi cinge i fianchi delicatamente come solo lui sa fare e mi dà un bacio fugace sul collo, sul punto perfetto.
"Grazie" gli dico per poi dargli un bacio sulla guancia. Non che adesso non si sappia che stiamo insieme, ma non mi sembra appropriato in mezzo al corridoio.
"In effetti ero nervosa" ammetto giocando con il colletto della sua giacca, a volte ancora non sono molto a mio agio con il suo sguardo profondo e allo stesso tempo trasparente, è così bello.
"Lo so, con James è tutto ok?" mi chiede, sa che era la cosa che mi preoccupava di più. Annuisco semplicemente e ci dirigiamo in classe mano nella mano.
"Stasera c'è il ballo, non vedo l'ora" Eleonora batte le mani e io e Michael ridiamo come due disagiati, ne abbiamo parlato ieri sera, nessuno dei due ha intenzione di andarci o di mettersi a tiro.
"Voi due non fate così" Mary ci punta il dito contro "Ci verrete, niente scuse!"
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"Niente vodka e musica di merda: ricordami perché mi trovo qui?" Luke sembra più scocciato di me e Michael che guardiamo le altre coppiette di scuola ballare e fare i normali teenager.
"Per Marika" lo riprendo io, anche se la domanda era per il fratello.
"Vado a vedere se ha voglia di esplorare il parchegggio allora" mi fa l'occhiolino.
"Tieni le tue bellissime manine a posto Hemmings" gli lancio uno sguardo ghiacciato degno della Vicky che lo squadrava male il primo giorno a scuola.
"Rilassati" Michael mi tira vicino a lui "sta scherzando" mi sussurra all'orecchio, giocando coi miei capelli che ho, stranamente, arricciato col ferro.
Essendo che, in teoria, non era nei piani miei e di Michael tornare a scuola o a Los Angeles in generale, stoniamo abbastanza nella situazione, sono tutti così eleganti nei loro smoking e vestitini luccicanti comprati da negozi pregiati. Io e Michael invece portiamo entrambi la giacca di pelle, lui i jeans (fortunatamente non strappati), una camicia bianca occasionalmente rubata dall'armadio di suo padre e le converse nere. Io porto una delle gonne a vita alta che metto quando usciamo, un top carino e le vans. Si, stoniamo un po' in mezzo a tutti questi ragazzi, ma hey, nessuno crede che siamo come il resto del corpo studentesco, basta guardare i nostri capelli colorati.
"Dai, filiamocela ora che sono tutti a ballare e a sbaciucchiarsi" Michael mi tira per un braccio mentre rido.
Mi mette un braccio intorno mentre camminiamo, un gesto istintivo ma così tenero. Camminiamo nel giardino della scuola che hanno reso molto più carino per il ballo nella settimana in cui siamo mancati, hanno messo panchine nuove, piante e cestini di fiori, un grande gazebo fatto interamente da rami verdi pieni di foglie e qualche rosa bianca qua e là.
"Wow, hanno fatto le cose in grande" esclama Michael osservando il tutto col naso all'aria, sembra un bambino a volte.
"Già, e poi ci siamo noi" rido e gli indico il modo in cui siamo vestiti, ride dietro di me mentre gli cammino davanti.
"Non avevamo pianificato di venire al ballo" ci giustifica seguendomi.
"Non avevamo pianificato di tornare" lo correggo.
"Sei stata tu a voler tornare" si mette di fronte, a pochi centimetri da me, appoggia la fronte sulla mia.
"Mi sono resa conto che era una cazzata" gli sorrido, i sorrisi li so fingere, almeno quelli, speriamo che Michael creda alle mie parole. Non potevo permettergli di lasciare tutto e seguirmi. Quella si che sarebbe stata una cazzata per lui.
"Non potevamo lasciarci tutto e tutti alle spalle così" gli dico per poi baciarlo dolcemente.
Michael mi solleva appoggiandomi sul tavolo in pietra posto in mezzo al gazebo, si posiziona in mezzo alle mie gambe e accarezza le cosce coperte dal sottile collant, passo le labbra sul suo collo angelico, la sua pelle reagisce subito ai segni che lascio.
"Viaggio di ritorno parte seconda?" scherza ricordandomi che è praticamente quello che abbiamo fatto in ogni singolo motel ci fermassimo durante il viaggio di ritorno fino a Los Angeles, mi mordo le labbra al pensiero.
"Mi mancherai quando sarò al college" credo sia l'unica che sto dicendo davvero con il cuore in mano, quanto starò male quando non lo avrò al mio fianco. Lui mi guarda con i suoi occhi verdi pieni di amore.
"Andiamo, non è molto lontano, verrò a trovarti ogni fine settimana se potrò" mi promette e io annuisco e lo abbraccio per non mostrargli il mio viso sofferente.
Oh, Michael, magari potessimo restare insieme. Perdonami.
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You Need Love || Michael Clifford
FanfictionVicky aveva una vita perfetta anche se leggermente piatta, non le dispiaceva. Aveva le sue amiche, un ragazzo, era una popolare cheerleader e nessuno poteva minimamente disturbarla. Fino a quando Michael Clifford mise piede nella sua scuola con i s...
