Il centro del suo io è non avere un centro.
-Kierkegaard
Capitolo 89
"Ricapitolando io e James non ci parliamo, Flaviola è incazzata da morire con Cameron, Ludovica ha scoperto della canzone e si è arrabbiata da morire con Luke e ha litigato con Marika, io mi sono arrabbiata con Eleonora per averglielo detto e adesso siamo tutti nei casini" faccio su e giù sulla veranda di casa di Michael fumando l'ennesima sigaretta oggi.
"Dai Vic, prova a rilassarti, so che è stata una pessima giornata ma sei sull'orlo di una crisi di nervi" mi dice Michael.
"Io allora cosa dovrei dire?" Fa capolinea Luke nella nostra conversazione.
"Tu hai combinato un casino grande quanto l'universo appena hai messo piede in questa città Hemmings" gli dico e Michael sorride.
"Mi dispiace per James ad ogni modo, so che ci stai male" mi dice poi Michael e so quanto gli costa perché non lo sopporta ovviamente.
"Posso reagire, e troverò un modo per farmi perdonare da lui" gli dico.
Poi, mentre stiamo ancora parlando, Calum esce di casa sbattendo la porta.
"Hey, che fai?" Gli chiede Luke.
"Vado da Linda, dobbiamo chiarire questa ridicola faccenda di Taylor" gli risponde prima di salire in macchina.
"Ci mancava solo questa" mi passo una mano sul viso esasperata e mi siedo sugli scalini della veranda. Michael deve aver detto a Luke di lasciarci soli perché lo sento entrare dentro. Lui viene a sedersi affianco a me e mi prende una mano.
"Vic ti ricordi quando mi hai detto che sono quella persona con cui scapperesti?" mi dice sottovoce, vicino al mio viso.
"Si che me lo ricordo, ho quest'idea tutt'ora" gli rispondo onestamente.
"Bene allora scappiamo, andiamocene di qui" mi dice alzandosi in piedi, tendendomi una mano.
"Cosa dici?" rimango seduta e alzo la testa verso di lui.
"Coraggio, so che non sopporti più questa ridicola situazione, l'equilibrio che c'era prima sta crollando pezzo per pezzo, non sta rimanendo niente al suo posto quindi perché dovremo rimanere qui?" si abbassa sulle lunghe gambe e mi guarda dritto negli occhi. Sono verdi e accesi come il primo giorno che l'ho visto, quando tutto andava bene.
"Michael vorrei ma non posso" mi alzo e faccio qualche passo su e giù.
"Perché no? Sei già scappata di casa, ti prego andiamocene per un po', solo io e tu, non ti sto dicendo che non torneremo più..." la sua aria è quasi supplichevole. Esattamente come per me, la situazione per lui è difficile, è una situazione scomoda, se la squadra di football non li sopportava, d'ora in poi li prenderanno di mira e la squadra vince sempre.
"Ho la competizione, c'è il ballo, la scuola, fra poco ci sono gli esami finali, come posso scomparire proprio adesso?" gli faccio la lista delle cose che potrei perdere, per non parlare di quanto mi odieranno le ragazze se le lascio sole.
"Vicky ascoltami" mi viene vicino e mi prende il viso fra le sue mani delicate "hai passato gli ultimi due anni a occuparti di loro, hai sempre dato te stessa per quello che credevi e adesso sei rotta, sei ferita, come puoi andare avanti così? Ascoltami, se credi davvero che io sia l'unica cosa buona che ti è rimasta allora prendimi e scappiamo via"
Mi da un bacio così intenso che mi fa scordare anche il mio nome. Chiudo gli occhi e condivido la mia paura con la sua.
"Andiamocene" mi sussurra nell'orecchio mentre siamo abbracciati.
"Va bene"
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Quando torno a casa sono distrutta, io e Michael ci siamo dati appuntamento per domani mattina presto, passerà a prendermi lui con la macchina e andremo non so dove ma ce ne andremo da questa cittadina nascosta sotto Los Angeles.
Evito i miei e la loro ramanzina per il fatto di essere stata via tutto il giorno e decido che non cenerò nemmeno. Mi chiudo in camera e comincio a preparare le mie cose: vestiti, soldi che avevo da parte, il beauty, un paio di fotografie che avevo sopra la scrivania e altri piccoli oggetti. Mentre chiudo la sacca ripenso a quanto sia stupida questa cosa che stiamo facendo ma infondo non me ne sto pentendo troppo, Michael ha ragione, è arrivato il momento di pensare un po' a me stessa. Mi siedo sul letto e guardo l'armadio aperto e mezzo vuoto, appesa impeccabilmente c'è la mia divisa bianca e blu, mi avvicino e prendo il fiocco per i capelli, decido di portarlo con me e lo lego alla borsa.
Un sospiro triste esce dalle mie labbra e chiedo perdono alle ragazze col pensiero, sto mandando a puttane tutto, scusate ma io non ce la faccio più a vivere in questo modo.
Heeeey
Come va? Cosa ne pensate della storia?
Volevo solo dirvi che la storia adesso subirà una svolta e poi i sarà il finale e pooooii....
Passate a leggere le storie di Rage_Love perché meritano!
All the love,
Mar:*
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You Need Love || Michael Clifford
FanfictionVicky aveva una vita perfetta anche se leggermente piatta, non le dispiaceva. Aveva le sue amiche, un ragazzo, era una popolare cheerleader e nessuno poteva minimamente disturbarla. Fino a quando Michael Clifford mise piede nella sua scuola con i s...
