Quando esco dallo spogliatoio sono già passati cinque minuti durante i quali mi sono sciacquata il viso e aggiustato il trucco.
Non posso credere di aver baciato Michael. Che poi mi ha baciata lui mai ho ricambiato. Ho tradito James porca miseria!
Il mio ragazzo, il mio migliore amico, l'unico ragazzo di cui io mi fidi e lo stesso che si comporta stranamente da ieri.
Ultimamente nemmeno io so che cosa stia succedendo. A partire dal fatto che Eleonora sta così per Justin, sta per succedere un casino fra Ludovica e Marika. Non oso immaginare cosa altro potrà succedere visto che adesso anche io e Michael abbiamo deciso che questi casini non erano abbastanza.
Spero solo abbia capito che è stato un errore, ammetto di essere interessata, mi attrae ma io James lo amo, Michael lo conosco a malapena.
Sto ancora pensando a tutto questo quando il sole tiepido del pomeriggio mi scalda il viso. Strizzo gli occhi e quando li riapro sono sola. La scuola e i campi sportivi sono deserti. Mi dirigo con calma verso la fermata dell'autobus, infilo le cuffie nelle orecchie e faccio patire una vecchia canzone di Ed Sheeran. Quando il bus arriva ci salgo e mi vado a sedere infondo affianco al finestrino, mi piace quando in giro non c'è molta gente e a quest'ora non c'è quasi mai nessuno.
Prenoto la fermata pochi metri prima di casa mia e scendo, mi metto lo zaino in spalla e, controvoglia, rincaso. quando apro la porta stranamente c'è silenzio, mio fratello non è in salone e mia mamma non c'è.
"Heilà!" grido ma nessuno mi risponde.
Sul tavolo della cucina c'è un biglietto di mamma che dice che lei e papà sono usciti e che mio fratello torna tardi, perfetto. Ne approfitto per farmi un bel bagno in tranquillità, poi mi metto un po' di musica allo stereo e canto come se fossi in uno stadio, la musica mi è sempre piaciuta e mi aiuta a sfogarmi.
Mi faccio uno snack e per oggi ho deciso che non studio, vaffanculo ho troppi pensieri e non ne ho proprio voglia, che mi mettano i voti che vogliono quegli stupidi professori. Ho sempre pensato che la mia vita centrasse ben poco con la carriera scolastica ma se vado male a scuola i miei non avranno più buoni motivi per tenermi a casa con loro e mantenermi. Ultimamente litighiamo spesso e io più posso evitarli e meglio è.
Controllo il cellulare per vedere se mi ha cercato James ma trovo altri messaggi-
DA: Linda
Come devo fare con Taylor? Quel coglione non ne vuole proprio sapere di me...
Sorrido al cellulare, piuttosto come devo fare io con voi? Non posso sempre stare dietro a tutte.
A: Linda
Mi sono persa qualcosa? non eravate usciti la settimana scorsa?
Da: Linda
si maaaaa.... potremmo aver litigato ecco
A: Linda
Dagli tempo, fatti desiderare un po', se non ti cerca più è un coglione e lo faremo ricredere.
Già, e James? Cosa aspetta? Dico io oggi dovevamo vederci ma poi non ci siamo sentiti più. Sono davvero preoccupata, magari se viene a sapere quello che è successo con Michael potrebbe essere davvero la fine e non credo di essere pronta a dirgli addio. James prima di essere il mio ragazzo era il mio migliore amico, ci conosciamo da anni, era l'unico che mi diceva di essere bella prima quando non piacevo a nessuno, prima di essere popolare, prima di essere capo cheerleader, quando ero solo la piccola Vicky che non parlava mai e passava le giornate sola o raramente con la sua unica amica Eleonora. James è come se fosse un pezzo di me e non sono pronta a solo pensare di dirgli addio, le cose non sono mai state così fra di noi, ci siamo sempre capiti con un solo sguardo, ed è per questo che la situazione degli ultimi due giorni mi preoccupa.
Questi pensieri mi fanno tremare le mani che tengono il cellulare. Compongo il numero che so a memoria e ad ogni squillo il mio cuore batte più veloce.
"Ciao James"
STAI LEGGENDO
You Need Love || Michael Clifford
FanfictionVicky aveva una vita perfetta anche se leggermente piatta, non le dispiaceva. Aveva le sue amiche, un ragazzo, era una popolare cheerleader e nessuno poteva minimamente disturbarla. Fino a quando Michael Clifford mise piede nella sua scuola con i s...
