Sono le 7:18 e giuro che sto per ammazzare Michael.
E' in super ritardo e se tarda ancora finirò per andare a scuola perché fra poco i miei e mio fratello usciranno di casa e si accorgeranno di me, seduta sul marciapiede con un borsone affianco, decisamente poco convincente.
Proprio mentre sto per chiamarlo vedo la macchina arrivare infondo alla strada con i fari spenti nonostante la scarsa visibilità data dalla foschia della mattina. Michael mi sorride consapevolmente colpevole e io mi affretto ad entrare in macchina, dobbiamo andarcene adesso o sarà troppo tardi.
"Michael ma sei impazzito? E' tardissimo, per un pelo non mi scoprono-" inizio a rimproverarlo quando vedo i due ragazzi nei sedili posteriori.
"E loro che ci fanno qui?" indico Luke e Flaviola sorpresa. Adesso lo uccido sul serio.
"Senti, so che sei incazzata e che te ne avrei dovuto parlare ma posso spiegarti" Michael mette le mani davanti e ferma la macchina dopo un paio di isolati.
"Luke mi ha sentito uscire stamattina e non voleva assolutamente lasciarmi andare, non siamo mai stati due giorni uno senza l'altro e Flaviola ci ha visti uscire presto così furtivi così si è insospettita e ho pensato che come io sono legato a Luke tu sei legata a lei e dovevo assolutamente dirglielo così...."si morde un labbro non finendo la frase. Guardo prima lui con sguardo severo e poi i due dietro, Flaviola tiene uno zaino fra le mani e sembra pronta per accompagnarmi ovunque stiamo andando, così come Luke, più rilassato rispetto a lei, ha i capelli arruffati e la faccia stanca ma sembra convinto.
"Così vengono con noi" sospiro "Davvero bravo Michael, ricordami di non rapinare mai una banca con te" gli dico scuotendo la testa.
"Sei arrabbiata?" mi chiede Flaviola.
"No, è solo che tu non saresti dovuta venire, tanto meno Luke ma quelli non sono affari miei, lui fa quello che vuole" le rispondo e rimaniamo in silenzio.
"Comunque si, hai fatto bene" dico a Michael dopo che ha fatto partire di nuovo la macchina "avevamo bisogno di un supporto" sorrido ai due dietro di me.
"Prometto di impegnarmi a non litigare con Luke ma più di questo niente" mi dice Fla con un sorriso.
"Si, insomma, wow, grazie dello sforzo" dice Luke sarcastico.
"Hey, per favore non cominciate!" gli rimprovero neanche fossero due bambini, Michael se la ride come sempre.
Poi cala il silenzio e il ragazzo dai capelli blu alla guida accende la radio, danno una vecchia canzone di Lenny Kravitz, appoggio a testa al finestrino, osservo i lampioni del mio quartiere spegnersi uno dopo l'altro e il sole uscire da dietro le nuvole.
Facendo la strada per immetterci sull'autostrada, passiamo davanti alla nostra scuola, è praticamente deserto il cortile, mi fa strano vederlo così. Guardo la panchina delle cheerleader fredda e sempre più consumata, fra poco ci saranno sedute tutte le ragazze e si chiederanno che fine abbiamo fatto, chissà se saranno deluse, spero di no perché non è un torto a loro da parte mia o di Flaviola ma lo sto facendo perché non sopporto più niente.
Michael mi vede osservare malinconica la scuola e mi mette una mano sulla mia e io mi giro a sorridergli debolmente. Cosa farei se non ci fosse lui? Come sarebbero andate le cose se non fossero mai arrivati nella nostra vita? Cosa starei facendo adesso?
Credo che sarebbe continuata la nostra liscia routine, avremmo messo l'anima nella gara, io starei ancora con James, saremmo ancora legate alla squadra di football e al loro giro di svago. Sarei rimasta la solita vecchia Vicky apatica.
"Ve lo ricordate il primo giorno che ci siamo incontrati?" chiedo ai tre ragazzi in macchina con me.
"Si, mi ricordo che ho pensato che Michael avrebbe avuto problemi a scuola con quei capelli, tutti voi li avreste avuti per il vostro abbigliamento" Flaviola sorride.
"Vicky devo essere sincero, la prima cosa che ho pensato è che eri davvero figa e avrei voluto provarci, la seconda è saresti dovuta essere una vera stronza acida quindi meglio di no" mi confessa Luke con ridendo, io scuoto la testa.
"Michael?" chiede Flaviola.
"Appena ho visto Vicky, Eleonora e Mary in classe ho pensato che eravate le uniche a non guardare me e Ashton come fossimo alieni, ma eravate semplicemente curiose, poi quando vi ho viste tutte insieme non so, avevo capito foste qualcosa come delle cheerleader ma non credevo che in realtà foste state delle amiche così unite e così simpatiche. Credevo che se mi fossi avvicinato troppo a Vicky mi avrebbe rifiutato nel peggior dei modi perché insomma, lei è miss popolarità a scuola" lui mi prende in giro ma io ho capito benissimo il senso del discorso.
"Hey! Non è vero, sono una ragazza come tante altre" mi difendo.
"Si, come no, se togli il fatto che sei capo cheerleader, a scuola non rivolgi la parola alla maggior parte delle persone ed eri la ragazza di uno della squadra di football, mister popolarità James Maslow" dice Luke appoggiando il fratello.
Già, James...
"Tu Vicky?" Flaviola capisce a cosa pensavo e mi distrae "Cos'hai pensato dei ragazzi?"
"Beh, Ashton si è subito mostrato per quel che è, un ragazzo dal cuore d'oro e simpaticissimo, Calum il solito figo che fa impazzire quelle di primo, comunque è una persona che adoro, Luke sapeva di guai solo a guardarlo, col suo viso perfetto, il ciuffo biondo e il piercing al labbro, avresti tolto il primato di playboy a Kendall e così è stato, piaci a tutte" una risata generale riempie la macchina, Luke si muove i capelli consapevole della sua bellezza.
"Beh, ora devi dire cos'hai pensato di Michael" Luke mi punta il dito contro.
"Oddio, ho pensato anche troppe cose..." sorrido e guardo davanti a me la strada.
"Pensa che è entrato in classe col cappuccio in testa, era l'esatto opposto di Ashton, una nuvola nera. Ho pensato che dovesse avercela col mondo e che, ancora di più, dovesse odiare quella scuola. Poi il prof lo ha rimproverato e si è tolto il cappuccio: capelli rossi, un'ombra di barba e il piercing al sopracciglio, si è girato per guardare con odio i ragazzi di dietro e ho visto i suoi occhi e ho pensato che fossero accesi, era diverso da qualsiasi ragazzo avessi mai visto, volevo conoscerlo, il modo in cui mi guardava mi faceva sentire piccola, e io non abbasso facilmente la testa. In fondo sapeva di piacermi credo"
Lui rimane un po' spiazzato da questa mia confessione e si gira a guardarmi col viso più dolce che gli abbia mai visto.
Si, Michael Clifford, credo di amarti.
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You Need Love || Michael Clifford
FanfictionVicky aveva una vita perfetta anche se leggermente piatta, non le dispiaceva. Aveva le sue amiche, un ragazzo, era una popolare cheerleader e nessuno poteva minimamente disturbarla. Fino a quando Michael Clifford mise piede nella sua scuola con i s...
