58. Santa Monica

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Ci svegliamo quando il signor Maslow torna a casa e chiude la porta.

"Oh, scusate, se avessi saputo che stavate dormendo avrei fatto più piano" si scusa con noi entrando in salone e io, notando che ero praticamente spalmata su James, mi metto composta.

"Tranquillo papà, dovevamo comunque svegliarci per studiare" gli dice James così spegniamo il televisore e andiamo in camera sua per studiare un po'.

"Stavo pensando..." interrompo il silenzio che si era creato da mezz'ora circa, James si volta verso di me, seduta a gambe incrociate sul letto con davanti il libro di chimica.

"Ti andrebbe di andare a Santa Monica più tardi? Dove andiamo sempre l'estate, hai capito no? Dove i miei affittano quella specie di casetta" propongo a James, ho davvero bisogno di uscire e prendere aria.

"Certo che mi ricordo Vicky, lì abbiamo entrambi perso la verginità due estati fa" lui sorride e io mi imbarazzo subito dopo, è lo stesso ricordo che associo anche io a quel posto, eppure abbiamo passato tantissimo tempo su quella spiaggia insieme ad altri amici.

"Comunque si, perché no, una mezz'oretta e andiamo ok? Non ho molto da studiare"

"Ok" rispondo io contenta.

Mentre mi preparo in bagno accendo finalmente il cellulare che era spento da tipo una giornata intera e trovo delle chiamate di mio madre, qualche messaggio di mio fratello a cui rispondo che sto bene e che sono ancora in città e poi trovo una notifica da parte di Michael.

Mi hai detto che avevo bisogno di amore dopo averti raccontato della mia storia, beh grazie mille per avermi lasciato così anche tu! Va all'inferno Vicky.

Leggendo il messaggio mi fa male il cuore, Michael nemmeno sa cosa sto passando, ieri è stato così onesto con me da raccontarmi la sua e la vita di Luke e io gli ho detto solo che la mia famiglia è "normale".

"che situazione del cazzo" dico fra me e me lanciando il cellulare su un asciugamano.

Io e James saliamo in macchina che non sono nemmeno le 6 e guidiamo fino alle spiagge famose di Los Angeles, eccoci arrivati a Santa Monica, è quasi il tramonto e fra pochi minuti sarà spettacolare.

"Vieni James!" grido al ragazzo rimasto poco dietro di me.

Mi tolgo le mie converse e comincio a correre sulla sabia tiepida, lui mi rincorre e, anche essendo molto veloce e allenata, lui mi afferra quasi subito, ma deve aver calcolato la male la forza, non abituato a placcare una cheerleader ma gli armadi che sono i giocatori di football, così cadiamo sulla sabbia e iniziamo a ridere come due dementi.

"James ma che fai? Non volevo mica fare meta!" dico fra le risate e lui ride ulteriormente.

"Scusa Vic, volevo prenderti in braccio in realtà ma ti sei mossa troppo"

Ridendo siamo finiti uno sopra l'altro, ora siamo più seri ma comunque sereni, faccia a faccia e io osservo il suo viso come se lo vedessi per la prima volta.

"Qui, dove tutto sa di te, le parole non mi bastano, non avrebbero alcun senso" dico queste parole che mi passavano per la testa.

"Vicky ma che stai dic-"

"Io vedo tutto quel che sei, nei tuoi occhi che mi parlano, si riflettono nei miei" continuo a cantare e James sembra ricordarsi la canzone.

"Tu sei la parte più incredibile di me..." si aggiunge a me e cantiamo la frase insieme.

"La cantavamo con gli altri ragazzini l'estate che ci siamo conosciuti" dico io.

"E' stato sempre su questa spiaggia" si ricorda anche lui.

"Piacevi a Lily e io non la sopportavo, così un giorno le dissi che ero la tua ragazza anche se non era vero e tu mi hai assecondata per togliertela di dosso" lui ride.

"Già poi siamo andati avanti così... cioè siamo diventati migliori amici poi abbiamo iniziato a fare cose da coppia ma non credo ci sia mai stato un momento dove è iniziato davvero"

"Non credo esisterà nemmeno un momento in cui finirà" gli dico osservando il tramonto.

"Già..." sussurra lui girandosi verso di me.

"Non so come farò senza di te fra qualche mese quando andrai al college" gli dico.

"Vicky neanche io sono pronto a dirti addio, credimi, io ti amo"

James si avvicina a me così tanto che finiamo col baciarci, sento le farfalle nello stomaco come se fosse la prima volta che lo bacio, come se fosse la prima volta che bacio un ragazzo. Mi sa di nuovo, anche se l'ho baciato centinaia di volte, ero forse abituata alle labbra carnose di Michael? Al suo tocco delicato?

Forse avevo bisogno di allontanarmi un po' da James per capire quanto mi mancasse quello che avevamo prima.

You Need Love || Michael CliffordLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora