82. I need to talk

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"Dai James, non possiamo davvero guardare il programma sportivo, potevo benissimo dormire sul divano di casa mia" provo a raggiungere il telecomando nella mano di James ma essendo altissimo mi rende impossibile l'impresa di cambiare canale.

"Aspetta, aspetta, stanno dicendo una cosa importante e poi dovresti cominciare a seguire questi programmi, un giorno potrebbero parlare di me o Kendall" dice lui vantandosi, scherza ma in realtà è davvero bravo, possono arrivare molto lontano.

"E chi ti dice che non parleranno anche della cheerleader migliore della storia? Victoria Thompson, capo cheerleader dei Lakers" rido e lui fa lo stesso.

"Puoi farlo Vic" mi rassicura mettendomi una mano sulla gamba.

"Già, sarebbe bello se arrivassimo a quei livelli vero?" gli sorrido e lui annuisce e poi cade il silenzio ma non sono in imbarazzo, è un silenzio piacevole e caldo.

"Vieni qua" mi dice poi allargando le braccia e io mi ci butto stringedomi a lui.

Mi lascia un bacio fra i capelli e io socchiusa gli occhi, ci culliamo l'un l'altra.

"Mi dispiace" esce dalle labbra di James e io spalanco gli occhi, fortunatamente non può vedere i sensi di colpa consumarmi il cuore.

"So che ti ho messa un po' da parte ultimamente e questo non è da noi, siamo sempre riusciti ad equilibrare tutto" mi spiega.

"Tranquillo, capita, comunque ho anche io le mie colpe" dico forse rischiando...

"Va bene" mi concede lui sorridendo.

"Ok, io ora dovrei andare, si è fatto tardi" comincio ad alzarmi e così fa anche lui, mi accompagna alla porta.

"Allora.... ci vediamo a scuola" dondolo sui piedi molto imbarazzata.

"A domani" si avvicina e mi da un bacio delicato, com'eravamo soliti fare non so quante volte al giorno prima, le mie gambe tremano un po'.

Vado via da casa di James mordendomi un labbro, che cavolo sto combinando? Non posso andare avanti per molto, devo prendere una decisione.

A distrarmi c'è il mio cellulare che mi vibra in tasca.

Da: Luke

Verresti da me? Ho bisogno di te.

Ammetto che sono un po' preoccupata, così alzo il passo per arrivare prima a casa dei ragazzi. Una volta fuori suono il campanello e un tranquillissimo Luke mi apre.

"Che succede?" Chiedo col fiatone.

"Entra" mi dice, è strano.

Luke mi guida in salotto dove c'erano Calum che gioca alla play station provando a insegnare a Linda e Flaviola che giocava col cellulare.

"Voi due che ci fate qui?"

"Fino a prova contraria qui ci abita il mio ragazzo" Linda ride ma non distoglie lo sguardo concentrato dal televisore. Calum la sta stracciando a fifa.

"Io non avevo niente da fare e speravo ci fosse Michael ma invece..." la ragazza guarda Luke affianco a me che affaccia gli occhi al cielo.

"Mi hai chiamata solo per tenere compagnia a Flaviola?" Chiedo scettica a Luke. Ora lo ammazzo.

"Anche, diciamo che principalmente volevo parlare con te..." si gratta la nuca e io lo trovo tenero.

"Aw Lucas..." Linda lo prende in giro "e pensare che fino a poche settimane fa il trio delle bulle formato dalle qui presenti ti odiava e ti abbiamo anche dato un paio di sberle"

Luke alza di nuovo gli occhi per aria e mi conduce di sopra in camera sua dove possiamo parlare meglio.

Ero stata molte volte in questa casa ma mai in camera di Luke. Lo rappresenta molto, è disordinata ma non leggermente come quella di Michael, è più incasinata e sui toni del blu scuro, poster, cd, una chitarra, vestiti accumulati su una sedia, una scrivania piena di oggettini. Lo rappresenta, si.

"Scusa il casino" mi dice forse imbarazzato "preferisci andare che in camera di Mike? Forse lì sei più a tuo agio" mi guarda con un sorrisetto.

"Che coglione..." scuoto la testa "di cosa volevi parlarmi?"

Luke si ferma un attimo, tira il piercing al labbro coi denti e si siede, si sta torturando anche le mani.

"Di Marika"

You Need Love || Michael CliffordLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora