Al mio risveglio ho la testa appoggiata sulla spalla muscolosa di James. Oh cazzo, è mattina! Mi metto seduta coperta dalle lenzuola blu con i pianeti di Kendall. James si sveglia subito dopo sorridendo.
"Woo ci siamo addormentati qui" dice lui scompigliando i capelli.
Ci vestiamo velocemente e scendiamo di sotto dove Kendall stava dormendo su un divano ancora vestito con Logan, un loro amico ed Eleonora sull'altro divano.
"Su svegliamoli" mi incoraggia James.
La casa è un totale pasticcio infatti rimaniamo ad aiutare Kendall dopo che abbiamo svegliato altre 5/6 persone rimaste a dormire sparpagliate per la casa.
"Sai ieri è successo con Justin" mi confessa Eleonora mentre stiamo raccogliendo i bicchieri da sole in cucina.
"Ho capito bene?" Chiedo io alzando un sopracciglio. È diventata tutta rossa.
"Aw El" l'abbraccio stretta.
"Sai Justin mi piace davvero" mi dice poi.
"Sì lo so.." sussurro io.
"Tu e James anche vero?"
Io annuisco sorridendo, anche se ammetto che ero leggermente brilla e volevo andare via. O forse era perché mi aveva dato fastidio aver visto quei quattro che me ne volevo andare? Non mi tolgo dalla testa gli occhi di Michael...
"Vicky mi senti?" Mi chiede James.
"Oh, cosa?"
"Andate pure a casa tu ed Eleonora, abbiamo quasi finito, ti si vede in faccia che stai dormendo in piedi" lui mi dà un bacio in fronte e così decidiamo di dargli retta.
Una volta a casa mi infilo sotto la doccia e poi mi metto a dormire. Vengo svegliata poco dopo dalle grida di mamma contro mio fratello che non ne vuole sentire di uscire di casa e lasciare quei videogiochi.
Così mi alzo e decido di andare a farmi una passeggiata perché queste quattro mura mi stanno troppo strette.
Mio padre sta sempre a lavoro e quando non lavora sta con i suoi amici al bar di mio zio, mamma è perennemente nervosa e mio fratello si sta spappolando il cervello fra computer e playstation. Per questo non vedo l'ora di andare al college e lasciare questa città. Certo mi dispiace, è sempre la mia famiglia ma sento che loro non sentiranno più di tanto la mia mancanza perché non parlo quasi mai con loro se non è indispensabile e diciamo che neanche gli importa più di tanto cosa faccio. Più che vivere in quella casa vivo in camera mia.
Raggiungo il bar che di solito frequento con le ragazze e ci trovo già Flaviola seduta a un tavolo.
"Che è quella faccia?" Mi chiede lei preoccupata.
"Non ho dormito" mi strofino gli occhi e ci ordiniamo un caffè.
Nell'attesa Flaviola si accende una sigaretta.
"Ma è proprio necessario?" La guardo infastidita. Il fumo non mi dà fastidio ma preferirei che nessuna di loro lo facesse, purtroppo sia lei che Linda fumano regolarmente anche se hanno solo 16 anni.
"Anche tu fumi"
"Sì, a volte, e sono più grande" puntualizzo.
"Solo di un anno" precisa lei.
"Fla per favore non mi contraddire, non è giornata" mi passo una mano sul viso.
"Allora mi dici che è successo ieri per ridurti così prima che arrivi uragano Martina?" Sì avvicina a me poggiando i gomiti sul tavolo.
"Ho fatto sesso con James ieri notte, ecco! E poi quando ci siamo svegliati abbiamo dato una mano a Kendall, Eleonora testimone"
Flaviola mi guarda poco convinta ma sa che se non le dico niente è perché non voglio e non perché non mi fido di lei.
"Hey stronzette" Martina si siede affianco a me e mi dà un bacio sulla guancia.
"Che sono quelle facce? Ieri è stato assurdo!"
Martina ci racconta di come sia stata la festa ieri per lei e sono contenta che le ragazze si siano divertite abbastanza.
Mentre la ragazzina ancora parla e Flaviola la prende in giro mi arriva una chiamata di Eleonora.
"El?" Rispondo.
Ascolto quello che mi dice fino a quanto è comprensibile e quando i singhiozzi coprono la sua voce le dico che arriviamo subito a casa sua.
"Su, andiamo a pagare, devo spaccare qualche testa..." dico alle due ragazze che si alzano preoccupate e mi seguono.
Ci rechiamo al seminterrato di El dove appena la vedo mi si spezza il cuore.
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You Need Love || Michael Clifford
FanfictionVicky aveva una vita perfetta anche se leggermente piatta, non le dispiaceva. Aveva le sue amiche, un ragazzo, era una popolare cheerleader e nessuno poteva minimamente disturbarla. Fino a quando Michael Clifford mise piede nella sua scuola con i s...
