e l e v e n

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Rimasi a osservare le finestre rigate di pioggia per tutto il pomeriggio, quel giorno, stando seduta nel casolare in compagnia di Jonathan.

«Sembri pensierosa, oggi.» Disse improvvisamente, alzando gli occhi dal libro che stava leggendo.

Mi riscossi, rendendomi conto di essere stata davvero di ben poca compagnia fino a quel momento, così chiusa nei miei pensieri.

«Va tutto bene?» Chiese di nuovo, chiudendosi il libro sul dito per non perdere il segno della pagina.

Annuii. «Sì, non stavo pensando a niente in particolare.» Risposi, sorridendogli a sguardo basso.

«È solo che le giornate di pioggia non mi sono mai piaciute.» Aggiunsi, tirando un profondo sospiro.

Pochi minuti dopo decisi di andare a rintanarmi nel mio alloggio per stendermi sul letto e provare a dormire.
Non avevo altre idee per vincere la noia di quella giornata e per contro, quella sembrava trascorrere davvero troppo lentamente.

Chiusi quindi gli occhi e cercai di dormire il più a lungo possibile.

Harry's pov

Non esistevano giornate più noiose di quelle di pioggia, a Howling's Lake.
Stavo sdraiato su quel cazzo di divano da così tante ore a guardare la televisione, che se mi fossi alzato, probabilmente avrei visto la sagoma del mio culo sul cuscino.

Ad un certo punto mi ritrovai pure sdraiato sulla schiena con una gamba sullo schienale e l'altra a penzoloni, a improvvisarmi giocoliere col telecomando, tenendolo in equilibrio sulla fronte.

Finché non mi cadde in faccia, ovviamente picchiando sul livido.

«Vaffanculo.» Sibilai, lanciandolo di lato.

Mi alzai dal divano e scivolai in bagno.
La luce dello specchio mi colpì gli occhi, ma durò un attimo.
La odiavo.
Quel colore azzurrognolo era capace di mettere in risalto anche le occhiaie più leggere, facendomi sentire un mezzo drogato ogni fottuta volta che mi ci specchiavo.

Stavolta invece il riflesso nello specchio era davvero terribile.
Come se non lo sapessi già, mi tastai lievemente lo zigomo con due dita, giusto per capire se rispetto alla notte prima il dolore fosse un po' diminuito.

Manco per il cazzo.
La fitta era ancora acuta, concentrata nella zona superiore dello zigomo, fin sotto l'occhio. Faticavo quasi a tenerlo aperto, per via del fastidio e del gonfiore.

Sbuffai per il nervoso, mentre afferravo il giubbotto dall'attaccapanni e me lo infilavo, chiudendo la porta.
Lo allacciai, camminando sotto la pioggia fino al giardino sul retro, dove recuperai la moto.

Balzai in sella e mi diressi dove sicuramente il tempo sarebbe passato più velocemente.
Di stare in casa, mi ero davvero rotto i coglioni.

Helena's pov

A svegliarmi, non molto tempo dopo che mi ero addormentata, fu un rumore di fianco al mio letto.
Aprii gli occhi e subito dopo li sbattei, mentre cercavo di mettere a fuoco ciò che mi si presentò davanti.

Riconobbi i capelli gocciolanti di Harry, accovacciato di spalle, immobile.

«Cosa stai facendo?» Gli chiesi, alzandomi sul gomito.
Forse aveva creduto stessi dormendo profondamente e che non mi sarei accorta della sua presenza.
Altrimenti perché rimanere lì?
O perché non svegliarmi?
Ma si stava parlando pur sempre di Harry...

Senza rispondermi, alzò i documenti che aveva pescato dal mio borsone e si sedette a terra, appoggiandosi con la schiena al materasso.
Mi sporsi per capire a che punto fosse della lettura, ma il mio sguardo venne catturato dai suoi occhi.
Sembrava si stesse letteralmente divorando ogni riga, a giudicare dalla velocità in cui essi saettavano da un capo del foglio all'altro.
Teneva le labbra serrate e le sopracciglia aggrottate, mentre un rigonfiamento intermittente al lato della mandibola mi suggerì che la stava contraendo e rilassando di continuo.

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