t w e n t y - s e v e n

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Harry's pov

Ringraziai Stephen, mentre posava il mio casco nel baule della sua macchina, così da evitarmi la rottura di cazzo di dovermelo portare a spasso tutta notte.

«Di niente.» Rispose lui, richiudendo la macchina e ci incamminammo di nuovo verso il parco.

«Quindi hai deciso che stasera... eh?» Mi domandò improvvisamente tirandomi una spallata.

Non sapevo di cosa stesse parlando.
O forse lo sapevo, ma mi augurai per lui che non andasse oltre con quel discorso pericoloso.

«Sei passato a prenderla. Immagino che come ogni altra volta che sei passato a prendere una ragazza, stanotte non tornerai a casa a dormire.» Si spiegò e la sua voce mi sembrò soffocare una risata.

Scossi il capo, maledicendolo nella mente per avermi fatto pensare di nuovo alla verginità di Helena.
Vivevo da tre giorni ormai con quel chiodo fisso che in alcuni momenti consideravo come la cosa più eccitante che mi fosse mai capitata tra le mani, e in altri come quella più incerta e per certi versi terrorizzante.

Ero sempre capitato fra le gambe di ragazze che avevano perso la verginità all'età di quattordici o quindici anni, come me.
E con loro mi ero sempre sentito a mio agio nel mio ruolo dominante. Non avevo mai avuto timore di spingermi sempre più in là e sperimentare cose sempre nuove, avendo a che fare con un genere di ragazze difficile, se non impossibile, da scandalizzare.

Ma con una ragazza vergine, come cazzo ci si doveva comportare?
Solo a pensare al fatto che le avrei sicuramente fatto male, bastava a bloccare qualsiasi pensiero erotico che si formava nella mia mente, comunque stuzzicata all'idea di prendermi la sua innocenza e fare mia la sua verginità.

Sentii un brivido trapassarmi il ventre e istintivamente qualcosa là sotto si mosse, mentre mandavo mentalmente affanculo Stephen per aver riaperto l'argomento.

Sospirai, continuando a camminare in silenzio e cercai di veicolare la mente su altre strade, mettendo in sordina tutto quello che riguardasse... Helena e la sua eccitante caratteristica.

«Quindi?» Insistette lui. «Qual è il tuo piano?»

Mi bloccai istintivamente, esasperato, rimanendo qualche passo indietro.
«Steph, taglia.» Sbottai e lui si voltò, guardandomi in faccia con un'espressione accigliata. Scrollai le spalle e tirai un profondo respiro, scuotendo poi la testa.

«È vergine.»

«Oh.»

«Già.» Sbuffai.

«Beh, se può consolarti, ma che rimanga qui... anche Josie lo è.» Mi confidò lasciandomi alquanto sorpreso.
Credevo fosse solo la classica ragazza che prima di dartela te la fa annusare per mesi senza fartela nemmeno sfiorare col pensiero.

«E... come pensi di...?» Domandai, nemmeno troppo consapevole del fatto che mi stessi facendo i cazzi suoi. «Sì, insomma... ti è mai capitato prima?»

Stephen annuì, guardandomi poi con la bocca aperta. «Harry? Non hai mai sverginato una ragazza?!» Esclamò, incredulo. Lo avrei preso a calci sui denti.

«Ssh! Testa di cazzo, deve per forza saperlo tutto il paese?!» Sbottai, sbarrando gli occhi e mi guardai attorno. «E comunque no, sono sempre andato con tipe più grandi o comunque già... iniziate

Lo vidi scuotere il capo e ridere sommessamente mentre mi si avvicinava.
Mi tirò due pacche sulla spalla e scosse il capo. «Tanti auguri, amico mio...»

E ora come cazzo avrei dovuto interpretare quel commento?!

Riprendemmo a camminare, finalmente in silenzio, mentre nella mia testa i pensieri si accavallavano, prendendo forma in certe immagini che continuavo a ripetermi di smettere di evocare.

Howling's LakeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora