Mi strinsi nel giaccone, improvvisamente l'aria sembrava fatta di minuscole bocche dai denti aguzzi che mordevano con forza la carne, infilandosi fin sotto ai vestiti.
Non avevo la forza di parlare, perciò rimasi in silenzio con gli occhi fissi in quelli del signor Finn: mi sembrava a suo modo dispiaciuto, ci osservava come se si stesse trovando improvvisamente al cospetto di due cuccioli abbandonati e indifesi.
«Una rissa? » gli fece eco Harry e dal tono di voce mi parve stesse sorridendo, per quanto la circostanza fosse tutt'altro che divertente. «Ci vuoi far credere che i nostri genitori sono morti in una scazzottata?» aggiunse e lo vidi allontanarsi di qualche passo, scuotendo la testa con fare incredulo. Se conoscevo bene quell'espressione, allora Harry non aveva creduto ad una singola parola uscita dalla bocca di Arnold.
Un secondo sorriso arcigno si aprì di nuovo sul suo volto, ma prima che potesse dire dell'altro, il signor Finn prese di nuovo parola con lo scopo di chiarire l'intera faccenda.
«Tua madre non era una donna facile, Harry» esordì e una stretta allo stomaco mi fece boccheggiare dall'ansia. Tutto si stava facendo reale, concreto: le mie paure si stavano rivelando fondate ed io non avevo più modo di bloccare quel complesso meccanismo cui avevo dato il via col mio stesso arrivo ad Howling's Lake.
«Mia madre è morta, vecchio» replicò Harry, gli occhi ora accesi di risentimento sondavano con disgusto e riprovazione il volto rugoso del nostro interlocutore. Per quanto il rapporto con la madre non fosse stato dei migliori, specialmente negli ultimi anni di vita di lei, nello sguardo di Harry colsi una velata malinconia offesa dalle parole del signor Finn.
Questi, per contro, si sistemò sulla panchina, annuendo greve.
«Sì, ho saputo» rispose in tono immutato, quasi a voler sottolineare che anche di fronte alla notizia della dipartita di lei non aveva comunque mutato la sua opinione sulla persona che era stata. Sospirò, poi, dandomi l'impressione che si stesse sforzando di recuperare il filo del discorso, ripescando immagini e informazioni da quel groviglio confuso di ricordi e pensieri, celati dietro alla spessa nebbia di alcool che si era impossessata della sua mente. «Dean l'ha sempre amata. Nonostante fossero come il giorno e la notte, lui l'ha sempre amata. Ne sono certo. Era un uomo eccezionale, un amico generoso ed un marito pieno di attenzioni. Ma lei, buon Dio, sapeva essere la creatura più difficile e testarda con cui si potesse avere a che fare. Soffriva di ansie, depressioni croniche - »
«La condizione mentale di mia madre non è niente che io non sappia già. Ho vissuto con lei per quasi vent'anni e preferisco non ricordarlo» tagliò corto Harry, incrociandosi le braccia al petto.
Gli fece quindi cenno con la testa di andare avanti a parlare ed io liberai i polmoni, sentendomi sospesa tra l'incudine e il martello: la tensione era alle stelle, tale da rendere l'aria attorno tanto greve da pesarmi sulle spalle, incurvandomi la schiena e rendendomi difficoltoso ogni singolo respiro.
«Quando sei nato tu le sue condizioni sono peggiorate. La depressione... post-parto non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco. Bastava uno sguardo storto, una frase di troppo, una chiamata sospetta per riempirle la testa del sospetto che tuo padre avesse una relazione con un'altra donna.» continuò, trascinando le parole come se avesse difficoltà ad articolarle. «Scovava sotterfugi, affronti personali e tradimenti dietro ad ogni parola o situazione. Persino a noi dell'impresa di giardinaggio ha dato non pochi problemi.
«Ma la situazione è andata alla deriva quando i coniugi Sanders si sono trasferiti ad Howling's Lake. Dean e Leonard erano amici di vecchia data, non ricordo se si conoscevano dai tempi del liceo o dell'università...forse dal liceo, ma comunque poco importa. Quei due si erano sposati da poco e sognavano di metter su famiglia lontano da caos di Denver, perciò Dean, che tra le tante cose era un uomo estremamente generoso, oltre che incosciente nel buttarsi a capofitto in progetti edilizi privi di alcuna garanzia di guadagno...dicevo, Dean aveva deciso di vendere la tenuta del nonno all'amico, concedendogliela a metà prezzo. I lavori di ristrutturazione li avrebbe pagati il signor Sanders e per quelli di giardinaggio decidemmo di occuparcene noi, a titolo di amicizia. La mia impresa aveva guadagnato sulle spalle di Key-Chester molto più di quanto avesse mai fatto lui, lavorando insieme ai suoi progetti. Infatti non rimasi sorpreso delle voci che circolavano sul suo fallimento.»
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Howling's Lake
Romance«Qui non si tratta di aver paura della verità. Credo solamente che certi segreti siano fatti per rimanere tali.» Tutti i diritti sono riservati by ©MirianaTartari I personaggi, per quanto ispirati a persone reali, sono frutto della mia immaginazione...
