«È un tipo... apposto.» Commentai, guardando brevemente verso di lui.
Anthony mi sorrise e mi fece un cenno col capo, per salutarmi. Poi tirò dritto verso il recinto dei suoi mustang, reggendo il fieno imballato con le dita infilate sotto la cordicella in plastica.
Diana si sedette sulla staccionata e guardò verso di lui. «Sì, ed è anche molto carino.»
Josie schioccò la lingua contro il palato, scuotendo il capo di fronte alle parole di lei.
«Non ne avevo dubbi.» Commentò poi, appoggiandosi al recinto con un lungo sospiro.
Sorrisi anche io, stringendomi nelle spalle e voltandomi ancora nell'esatto istante in cui Anthony si era voltato verso di me.
Abbassai lo sguardo, infastidita e imbarazzata e mi portai una ciocca di capelli dietro le orecchie.
«Mi chiedo come stia Zack.» Sospirai improvvisamente. «Non l'avete visto in questi giorni?»
Diana scosse il capo e Josie si strinse nelle spalle.
«Come vuoi che stia?» Rise. «Avrà passato la notte a vomitare, per la gioia di Harry e il giorno dopo si sarà svegliato con un brutto mal di testa.»
Erano passati tre giorni, nel frattempo e ovviamente, di Harry non avevo visto nemmeno l'ombra.
Dovevamo parlare di quel bacio e di quello che c'era dietro, ma a giudicare dal suo comportamento, dedussi che non avesse alcuna intenzione di affrontare l'argomento.
Non nell'immediato futuro, in ogni caso.
«Andiamo a fare un giro?» Sbuffò Diana, annoiata dal pomeriggio piatto al ranch.
Perciò decidemmo di andare a fare due passi in paese, approfittando del cielo che per quanto nuvoloso, sembrava non fosse in procinto a cedere alla pioggia.
Chiacchierammo del più e del meno, camminando per le vie di Howling's Lake e spingendoci fino al parco che raggiungevo dal bosco durante le mie corse pomeridiane.
Rimanemmo un po' presso un'altalena a parlare del rapporto ormai consolidato tra Josie e Stephen.
Diana, improvvisamente si tirò indietro sull'altalena, puntando i piedi per terra e la guardò a fondo, accigliandosi.
«Josie, però non puoi continuare a rimandare.» Disse, scuotendo il capo. «Posso capire Helena che ha a che fare con un ragazzo che ha più alti e bassi di un ottovolante, ma tu...»
Josie sospirò. «Lo so che Stephen è sincero, ma io... non lo so.» Scosse il capo, appoggiandosi al legno dell'altalena.
«Hai paura, non è così?» Le domandai, chinando il capo sulle mie dita strette ad un rametto che stavo man mano spezzettando.
«Più che paura, temo di non essere ancora pronta.» Rispose lei, incrociandosi le braccia al petto. «Non sento ancora quel desiderio di farlo con lui.»
Vidi gli occhi scuri di Diana sbarrarsi e le sue labbra tirarsi in un sorrisetto allusivo. «Beata te, allora.»
«Già...» Sussurrai io, quasi senza accorgermene.
«Siamo proprio un bel trio, a conti fatti...» Commentò dopo qualche istante Diana, piegando le gambe e dondolando in avanti e indietro sull'altalena. «Josie potrebbe, ma non vuole. Tu lo vuoi, ma Harry è strano. Io voglio, ma lui è in pausa riflessiva con la sua ragazza.»
Ed ecco la nostra situazione sentimentale riassunta perfettamente in poche frasi.
Lasciai cadere l'ultimo pezzetto di ramo per terra e mi sfregai le mani per pulirle. Poi mi alzai dal blocco di cemento alla base del palo reggente dell'altalena e alzai il viso, respirando l'aria fresca.
La mia mente tornò a tre notti prima, quando mi fu chiaro che Harry avesse capito che la mia esperienza coi ragazzi non prevedeva alcun tipo di rapporto sessuale.
Non riuscivo a dare un senso positivo o negativo alla reazione che aveva avuto e questo bastava a farmi vivere con abbastanza ansia quel limbo, fino a pentirmi di avergli detto di non volerlo fare, quella notte che avevamo dormito insieme nel mio alloggio.
STAI LEGGENDO
Howling's Lake
Romance«Qui non si tratta di aver paura della verità. Credo solamente che certi segreti siano fatti per rimanere tali.» Tutti i diritti sono riservati by ©MirianaTartari I personaggi, per quanto ispirati a persone reali, sono frutto della mia immaginazione...
