Il senso di sorpresa e di vaga gioia che provai nel vederlo correre in quel modo verso di noi, svanì improvvisamente quando mi ricordai del casco di Harry, ancora nel baule della macchina di Stephen.
Mi sistemai sul sedile, mordendomi con forza il labbro e cercai di impormi di tenere lo sguardo basso.
Stephen scese dalla macchina e richiuse la portiera e i miei occhi corsero inevitabilmente al finestrino.
Il volto di Harry si corrucciò improvvisamente vedendo l'amico scendere dall'auto e i suoi occhi si diressero rapidi verso il mio finestrino, osservandomi brevemente.
Si infilò le mani in tasca.
«Forrest Gump...» Lo salutò Stephen, prendendolo in giro e sulle labbra di Harry si dipinse un sorrisetto divertito. Fece il giro della macchina e andò ad aprire il baule.
Quando tornò da lui col casco in mano, Harry alzò le spalle in un respiro profondo e si leccò le labbra impercettibilmente.
Disse qualcosa che non colsi e Stephen gli tirò una pacca amichevole sulla schiena.
Mi guardò per un lasso di tempo troppo breve perché potessi pensare che mi avesse vista guardarlo, ma abbassai comunque lo sguardo sulle mie gambe e sospirai, chiudendo gli occhi, dopo averlo visto andare via con la coda dell'occhio.
«Prendi quello che sto per dire come meglio credi, Helena...» Disse improvvisamente Stephen, voltando sulla strada principale del paese, alla fine della quale avremmo visto il ranch affacciarsi sulla destra.
Sospirò. «...non è mia intenzione illuderti, ma conosco Harry da anni ormai e credo di aver perso il conto delle volte in cui il suo casco è rimasto nel mio baule a fine serata. Qualche volta rimaneva lì anche per giorni interi...»
Serrai i denti.
Non dovevo illudermi.
«Sarà stato un caso.» Dissi io, mentre il profilo della facciata esterna del casolare si faceva più nitido nel buio.
Stephen, come aveva fatto anche le altre volte in cui mi aveva riaccompagnata a casa, entrò nella stradina perpendicolare alla via principale per fare inversione.
Sospirai e alzai il capo, dirigendo gli occhi di fronte a me.
«Oh, no.» Annaspai, riconoscendo la moto di Harry appoggiata alla parete laterale del casolare, dove era solito lasciarla.
«Ho un improvviso déjà-vu.» Commentò Stephen, sbattendo le palpebre e Josie si voltò verso di me, guardandomi in volto per leggere la mia espressione.
Stephen completò la manovra e spense il motore.
«Helena.» Mi chiamò Stephen e i miei occhi si voltarono lentamente verso di lui. Mi stava guardando con un'espressione seria in viso. «Io a quel ragazzo voglio un bene dell'anima, è risaputo.» Iniziò, appoggiando il braccio sinistro al volante dopo essersi voltato col busto.
«Ma credo che tu sia già decisamente troppo presa da lui. Non posso stare zitto.»
Sentii un fremito serrarmi lo stomaco, mentre le sue parole mi facevano già pensare al peggio.
«Lui...» Disse ancora, serrando le labbra e rimanendo in silenzio per qualche secondo, forse per valutare come dirmi il seguito. «...sì, insomma, credo tu l'abbia capito più o meno com'è fatto.» Continuò, guardandomi dal basso. Annuii e i miei occhi si spostarono su Josie, che mi stava guardando con un'espressione greve e preoccupata in viso.
«Non voglio giustificarlo, credimi.» Premise, scuotendo il capo e poi sospirò. «Ma lui... semplicemente non è pronto per quel genere di rapporto. E non è colpa sua.»
Annuii, chinando lo sguardo.
«Ne ha passate più di quante un ragazzo della sua età potrebbe sopportare, con una forza che francamente non riesco tutt'oggi a concepire.» Continuò, volgendo lo sguardo oltre il parabrezza e io ripresi a fissare le mie dita, intrecciate fra loro.
STAI LEGGENDO
Howling's Lake
Romance«Qui non si tratta di aver paura della verità. Credo solamente che certi segreti siano fatti per rimanere tali.» Tutti i diritti sono riservati by ©MirianaTartari I personaggi, per quanto ispirati a persone reali, sono frutto della mia immaginazione...
