Harry's pov
Gli altri smisero improvvisamente di parlare non appena tornai al tavolo.
Zack mi lanciò un'occhiata e alzò un sopracciglio, mentre gli altri presero a guardarsi in giro.
Non mi fu difficile immaginare l'argomento del discorso che avevano sospeso non appena si erano accorti del mio ritorno.
Scuotendo il capo, alzai la bottiglia di birra vuota e mi alzai per andare a prenderne un'altra.
«Adesso, invece, da chi vai?» Mi chiese Jordan, trattenendo una risata.
Lo ignorai e mi appoggiai coi gomiti sul bancone.
«Harry, ancora non sei abbastanza ubriaco?» Mi sorrise il barista, un tipo simpatico, di un paio di anni più grande di me.
Scossi il capo e gli porsi cinque dollari, tenendo la banconota fra le dita.
Lo vidi ridacchiare e, presi i soldi, stappò una bottiglia di birra che aveva tutta l'aria di essere fredda gelata, appoggiandola poi al bancone.
La presi e ne bevvi un lungo sorso, prima di fargli un cenno col capo, per ringraziarlo.
Presi il resto e feci per tornare a sedermi con gli altri, ma dopo qualche passo, qualcuno mi sbarrò la strada.
Riconobbi subito i suoi capelli scuri, tirati nella solita coda alta. Orecchini a cerchio. Lucidalabbra.
Quel maledetto lucidalabbra da quattro soldi, appiccicoso e dal sapore rivoltante. Mi era rimasto incollato ovunque, quella notte.
«Ciao, Rayanne.» La salutai, distrattamente, cercando di superarla.
«Harry...» Ammiccò lei, prendendomi la birra dalle mani per berne un sorso. «Non mi hai più richiamata.» Disse, bevendo ancora.
«Sì, lo so.» Risposi, fissando innervosito la mia birra, già vuota per un terzo. Gliela presi dalle mani e passai le dita sul collo della bottiglia per pulirla, sentendo subito le dita appiccicose e viscide.
Rayanne rise divertita e si leccò le labbra, facendomi l'occhiolino. «Avanti, l'altra sera non eri così schizzinoso.»
«L'altra sera ero ubriaco.» Le risposi, cercando ancora una volta di superarla per tornare dagli altri. Lei, ovviamente, mi sbarrò di nuovo la strada e mi afferrò le dita della mano, stringendole fra le sue.
Sentii i suoi anelli tintinnare contro i miei e sospirai.
«Lo sei anche ora.» Commentò, con gli occhi fissi sulle sue dita serrate fra le mie.
«Il tuo ragazzo non è ancora tornato da Atlanta, vero?» Supposi, notando la sua sfacciataggine.
Scosse il capo, facendo ciondolare gli orecchini e mi si avvicinò, spingendosi verso di me per parlarmi da più vicino.
Il mio sguardo si fermò sul tavolo dei ragazzi, che ora erano girati verso me e Rayanne e ridevano divertiti probabilmente dalla mia espressione.
Eddie si portò addirittura il pugno davanti alla bocca, imitando uno dei giochetti per i quali Rayanne era maggiormente conosciuta...e apprezzata.
«L'ho lasciato.» Sussurrò prima di tirarsi indietro per guardarmi in faccia.
Alzai un sopracciglio e lei sorrise. Mi sembrò impossibile, ma sembrava in qualche modo imbarazzata.
«Sì, beh... le cose non andavano molto bene, perciò...»
La fermai subito. «Rayanne, quello che è successo alla villa...»
«Sì, lo so...» Mi interruppe lei, sorridendomi. «Non pensavo a qualcosa di impegnativo, figurati.»
«Sì, l'ho già sentita questa frase.» Commentai, portandomi la bottiglia alle labbra. Il suo sguardo sorridente e malizioso si incupì improvvisamente, segno che la mia frase non era stata di suo gradimento.
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Howling's Lake
Romance«Qui non si tratta di aver paura della verità. Credo solamente che certi segreti siano fatti per rimanere tali.» Tutti i diritti sono riservati by ©MirianaTartari I personaggi, per quanto ispirati a persone reali, sono frutto della mia immaginazione...
