«Metti via quei soldi, Helena.» Bofonchiò, senza nemmeno degnarmi di uno sguardo. Al contrario, tenne gli occhi fissi sullo specchietto retrovisore, mentre faceva manovra per uscire dal parcheggio tenendo una banconota da venti dollari stretta fra le labbra.
Quando si immise nella carreggiata, dopo aver mandato a farsi benedire un furgone che non lo aveva lasciato passare, posò i soldi sul cruscotto e si sistemò meglio sul sedile, continuando a ignorarmi.
«Hai pagato di tasca tua tutto il viaggio, finora. E non ti sei risparmiato neanche per l'hotel. Almeno lascia che paghi la benzina -»
«Vuoi vedere come te la fai a piedi?» Mi interruppe lui, alzando gli occhi al cielo. «Che razza di regalo sarebbe se lo pagassi anche tu in parte?»
«Ma si tratta di venti dollari...»
«Mettili via.»
Il suo tono, oltre a non ammettere obiezioni, mi sembrò anche alquanto irritato. Non mi allettava molto l'idea di riportare alla luce quel suo lato scorbutico e per niente piacevole solo per venti dollari, quindi mi diedi per vinta e infilai i soldi nel portafoglio.
Che facesse come gli pareva, insomma.
«Ti ricordi la via?»
Annuii e la cercai nel navigatore del mio cellulare, maledicendo fra me e me quel dannato caricatore che su dieci volte si dimenticava di fare il suo dovere almeno la metà. Con un quaranta percento scarso di batteria non mi rimaneva che sperare che il tutto si sviluppasse senza imprevisti o ritardi dovuti a qualche inconveniente, altrimenti per il ritorno in albergo ci saremmo dovuti affidare al nostro senso dell'orientamento.
Perciò, nonostante il mio ormai innegabile stato di angoscia, giunsi persino a sperare non fosse troppo distante. E invece eccoli lì i quarantasei minuti previsti, non ebbi neanche il tempo di formulare quel pensiero speranzoso che sul display del telefono quel numero mi guardava già beffardo.
«Ma quanto è grande questa città?» Commentai incredula e per niente rasserenata.
Come inizio non mi sembrava proprio dei migliori.
Se poi ripensavo al fatto che non ero ancora riuscita a trovare il coraggio per informare Harry del legame che i suoi genitori avevano avuto con la persona che stavamo per incontrare, il tutto assumeva dei toni oltremodo grigi e lugubri.
Fino a quel momento avevo sperato si fosse trattato di una mera coincidenza, ma come in ogni circostanza in cui ti ritrovi senza certezze e con mille speranze sulle quali incedere a passo barcollante, non mi sembrava di potermi permettere dei presentimenti anche solo lontanamente positivi.
Si sarebbe sicuramente arrabbiato.
E da furioso avrebbe poi scoperto che il mio cellulare non avrebbe neanche potuto risultare d'aiuto nel riportarci in albergo.
Insomma, quel che si dice - oltre al danno, anche la beffa.
Ero ancora in tempo a fermare tutto e dirgli che ci avevo ripensato?
Lo osservai scendere dal pic-up per andare a servirsi alla pompa della benzina, il cui odore pungente e forte non ci mise molto a raggiungere le mie narici, nonostante i finestrini fossero tirati completamente su. Non mi ero nemmeno accorta di quella breve sosta alla stazione di servizio.
Tutto stava procedendo ad una velocità paralizzante, i miei occhi potevano osservare il resto del mondo muoversi rapido tutto attorno a noi, senza riuscire a concentrarsi per più di un fuggevole istante su quel particolare piuttosto che su quell'altro e concedermi almeno di respirare.
Di prepararmi.
A cosa? A tutto, al risvolto negativo che temevo avrebbe avuto quel viaggio, alla mia reazione alle parole ancora ignote del signor Finn, a quella di Harry nel sentirsi di nuovo coinvolto e al tipo di effetto che tutto ciò avrebbe poi avuto sul nostro rapporto.
Ero frastornata, tanto che per un attimo mi concessi persino di sorridere vaga di fronte alla domanda beffarda di Harry, che, guardandomi di sottecchi col gomito appoggiato al finestrino aperto, mi aveva chiesto se avessi lasciato la testa in camera.
«Sono un po' ansiosa. Tutto qui.» E non servì a nulla quella mia giustificazione appena sussurrata, se non a stuzzicare la curiosità di Harry, i cui sguardi repentini e accigliati aumentarono esponenzialmente.
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Howling's Lake
Roman d'amour«Qui non si tratta di aver paura della verità. Credo solamente che certi segreti siano fatti per rimanere tali.» Tutti i diritti sono riservati by ©MirianaTartari I personaggi, per quanto ispirati a persone reali, sono frutto della mia immaginazione...
