Harry's pov
Come cazzo mi ero infilato in quella situazione?
Cosa cazzo mi era passato per il cervello?!
Sbuffai nervoso e scivolai con la testa verso il basso, chinando gli occhi su di lei.
Si era addormentata, poco dopo che qualcosa nel mio cervello malato mi aveva indotto a tirarla verso di me.
L'avevo sentita serrare le dita alla mia maglietta e respirare agitata per qualche istante, facendomi quasi perdere l'ultima briciola di forza di volontà che mi era rimasta per non saltarle letteralmente addosso e farla mia, in quel letto.
Poi le sue dita si erano rilassate e il suo respiro si era fatto lento.
Non saprei dire quanto tempo passò prima che si fosse addormentata, ma ora che la guardavo col viso abbandonato sul mio braccio, mentre respirava con le labbra schiuse a pochi centimetri dal mio petto, mi sentii come se il tempo si fosse improvvisamente dilatato.
Non saprei come spiegare la sensazione che provavo, ma improvvisamente era come se fossimo sempre stati lì.
Respirai a fondo, serrando le labbra in un sorriso nervoso, allontanando quei pensieri del cazzo dalla mente.
Sapevo bene che era una situazione in cui non mi ero mai trovato prima.
Sì, avevo già dormito con altre ragazze, ma mai in quel modo.
Era troppo... intimo.
Mi straniva.
E mi eccitava, a giudicare dai movimenti più a sud.
Sentire il suo corpo, così abbandonato fra le mie braccia, mi faceva sentire strano.
Eppure nella testa continuavo a ripetermi di andarmene via.
Le avevo detto senza troppi giri di parole che non provavo nulla per lei.
E lei aveva incassato il colpo senza smettere un istante di essere così fastidiosamente gentile.
Stava iniziando a farsi largo dentro di me il dubbio che lei, al contrario, provasse qualcosa per me. Glielo leggevo negli occhi, mentre mi guardava, nei suoi disperati tentativi di nascondere il rossore sulle guance e ogni volta che si portava i capelli dietro l'orecchio, senza accorgersi che lo aveva fatto pochi secondi prima e che non c'era nemmeno una ciocca a seguire le sue dita.
Iniziavo a soffocare nella maglia, perciò mi tirai lievemente indietro, pressando le labbra e facendo attenzione a non svegliarla.
Subito il suo viso entrò per intero nel mio campo visivo e io mi accorsi di fissarlo solo dopo qualche secondo.
Sbattei le palpebre e diressi gli occhi alla parete, oltre il suo corpo.
Quanto era sbagliato tutto questo?
E per quanto me ne sarei pentito?
Me ne sarei dovuto andare e ignorare la sua insistenza nel chiedermi di rimanere con lei.
Per una volta che avevo messo i miei interessi in secondo piano, mi ero ritrovato spiazzato.
E le sue parole, non avevano fatto altro che lasciarmi ancora più sbigottito.
Ma sapevo che non capiva veramente il mio punto di vista.
Non poteva.
Da certe prospettive si possono osservare le cose solo se ti ci ritrovi in pieno. E lei, non poteva capire fino in fondo che casino fosse la mia vita.
Era stata la prima a parlarmi in quel modo, senza urlare e soprattutto senza insultarmi e più ci pensavo, più mi rendevo conto che non era più per lei che la trattavo in maniera diversa dalle altre.
Giorno dopo giorno, stando con lei al ranch, mi ero reso conto che lei era diversa.
Non si imponeva di esserlo per evitare che mi prendessi certe libertà con lei, semplicemente lo era.
I miei occhi si posarono di nuovo sul suo volto, quando si mosse lento nel sonno, facendole ricadere una ciocca di capelli sul viso.
Rimasi per un istante paralizzato.
Aggrottai le sopracciglia e trattenni il respiro, poi piegai il braccio e tenni le dita sospese a mezz'aria sulla sua testa.
Era un gesto che davvero non mi apparteneva e sapevo che mi sarei sentito pateticamente ridicolo a farlo.
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Howling's Lake
Romance«Qui non si tratta di aver paura della verità. Credo solamente che certi segreti siano fatti per rimanere tali.» Tutti i diritti sono riservati by ©MirianaTartari I personaggi, per quanto ispirati a persone reali, sono frutto della mia immaginazione...
