La prima sensazione che provai quando i miei occhi si aprirono, fu una sensazione calda, concentrata in tutta la zona del ventre.
Chinai lievemente il capo, liberandomi il viso da una ciocca di capelli e vidi la fonte di calore che mi stava scaldando poco sotto l'ombelico.
Notai subito due anelli riflettere la luce che filtrava dalla finestra e abbassarsi e alzarsi ad ogni mio respiro.
Rimasi per dei lunghi minuti a osservare la mano di Harry abbandonata sul mio ventre, mordendomi il labbro quando nella mente presero a scorrere le immagini, i ricordi e le sensazioni che avevo vissuto quella notte.
Chiusi gli occhi e in essi rividi le labbra di Harry, i suoi occhi, le sue braccia rigide ai lati del mio corpo. Nelle mie orecchie risuonò il dolce rumore delle nostre labbra e istintivamente mi portai le dita su esse, sfiorandole e sorridendo lieve, come se in esse fosse stato impresso un segreto irrivelabile, un tesoro di inestimabile valore.
Scivolai lentamente sotto al suo braccio, voltandomi per guardarlo mentre era ancora addormentato.
Lui si mosse lentamente nel sonno, respirando a fondo e schiudendo le labbra. Il suo braccio scivolò sul mio e andò a posarsi sul mio fianco.
Pensai si sarebbe svegliato a breve e invece continuò a tenere gli occhi chiusi e il volto rilassato. Sembrava così strano vederlo finalmente con un'espressione distesa e serena in viso.
I lineamenti addolciti, la fronte distesa, le labbra schiuse, il tutto incorniciato da alcune ciocche di capelli mossi che gli ricadevano ai lati del viso. Era una visione angelica, l'immagine più dolce e innocente che avessi mai visto.
Decisi di approfittare del suo stato di incoscienza per saziare i miei occhi della sua immagine e rimasi fra le sue braccia ancora per qualche minuto.
Poi, nonostante non fossi ancora sazia, decisi di scivolare giù dal letto e di prepararmi per la mattinata di lavoro.
Andai in bagno e mi lavai i denti e il viso. Mi pettinai i capelli e mi vestii con un paio di jeans comodi e il maglione più pesante che avessi nella borsa.
Dalla finestra mi era parso di aver visto delle nuvole dense e grigie offuscare il cielo, perciò dedussi che sarebbe stata un'altra giornata di inizio ottobre fredda e uggiosa.
Era la prima volta che mi ritrovavo ad affrontare l'imbarazzo della mattina seguente.
Non avevo idea di come comportarmi.
Uscii dal bagno, sospirando agitata e subito corsi con lo sguardo sul letto.
Harry si era svegliato.
Sdraiato sulla pancia coi gomiti affondati nel materasso, stava sbadigliando silenziosamente, strofinandosi gli occhi con le dita.
Tirò su dal naso e sbatté le palpebre.
Notai con una nota di divertimento che Harry incarnava la perfetta antitesi di qualunque altro essere umano.
Se nella normalità, appena svegli, era comune assumere un'espressione corrucciata in viso che poi si distendeva dopo essersi lavati la faccia, per Harry lo stesso fenomeno accadeva al contrario.
Appena sveglio il suo viso aveva una vaga espressione rilassata, che poi andava man mano a velarsi del suo solito cipiglio cupo.
Richiusi la porta del bagno alle mie spalle e lo guardai di sottecchi, cercando di apparire il più naturale possibile.
Piegai il mio pigiama e lo lasciai sul materasso, ai piedi del letto e aprii di una spanna la finestra per far uscire l'aria viziata della notte.
Il silenzio gravava denso e carico di imbarazzo, fra di noi, esattamente come avevo temuto sarebbe successo, ma per la prima volta, non me la sentii di rompere il ghiaccio.
Cosa avrei potuto dire?
«Mi scoppia la testa.» Sussurrò Harry improvvisamente, crollando col capo in avanti. Sbadigliò ancora e si passò una mano fra i capelli, scivolando sul materasso per sedersi sulla sponda.
STAI LEGGENDO
Howling's Lake
Romance«Qui non si tratta di aver paura della verità. Credo solamente che certi segreti siano fatti per rimanere tali.» Tutti i diritti sono riservati by ©MirianaTartari I personaggi, per quanto ispirati a persone reali, sono frutto della mia immaginazione...
